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È appena passata una settimana dalla disfatta subita in casa contro la Sampdoria, eppure il giudizio sulla squadra di Andreazzoli si è letteralmente capovolto. In cinque giorni, da mercoledì a domenica, l’Empoli è risorta, portando a casa due vittorie che non solo vanno ad alimentare una classifica da capogiro, che vede i toscani a ridosso della zona Europa, ma che proiettano la squadra con grande ottimismo verso il futuro. La partita di ieri con il Bologna ha evidenziato come il gruppo sia in crescita, sia sotto il profilo tecnico che mentale. Le cose si sono messe bene e gli episodi, soprattutto nel primo tempo, hanno girato in favore degli azzurri (autogol di Bonifazi dopo pochi secondi, rigore del possibile 1-2 fallito da Arnautovic), ma l’Empoli ha saputo tenere testa ad una squadra piena zeppa di talento, mostrando grande concentrazione in fase di non possesso ed estrema lucidità in quella di ripartenza. Andreazzoli sta piano piano “scoprendo” la squadra anche sul campo, in partite vere, con i risultati che sembrano dargli ragione. Ha totalmente stravolto l’assetto offensivo, trovano in Pinamenti-Di Francesco una coppia meglio assortita e più compatibile di quella Cutrone-Mancuso. Fa girare i suoi uomini a centrocampo, con Zurkowski ed Henderson che hanno già cambiato le gerarchie delle prime uscite. La scoperta più sorprendente resta quella del duo di centrali, con il capitano Romagnoli, spesso al centro delle critiche per prestazioni non all’altezza, e il giovane del vivaio Viti che hanno dimostrato sul campo di essere più affidabili dei vari Luperto, Tonelli (che a dire il vero ha giocato solo 45’) e Ismajli. 
Proprio Viti, con Ricci, rappresentano lo spot più bello ed emozionante di questo inizio di stagione. Due giovanissimi (il primo è 2002, il secondo 2001) che stanno diventando protagonisti sul campo con la prima squadra, dopo una vita trascorsa nelle categorie giovanili. Ricci, già titolare l’anno scorso con Dionisi in Serie B, sta confermando le sue qualità anche nella massima Serie, ma se dal punto di vista tecnico c’erano pochi dubbi, sorprende la personalità con la quale sta affrontando partite in cui davanti a lui si presentano calciatori con alle spalle centinaia di presenze. Ieri ha poi suggellato una prestazione da applausi con un gol capolavoro, che ha messo la parola fine all’incontro. Sono bastati invece 90’ a Mattia Viti, che l’anno scorso in Serie B aveva giocato dall’inizio in una sola occasione (a Salerno ma con i giochi promozione già chiusi) per conquistare la maglia da titolare dell’Empoli. Difensore centrale mancino, è dotato di un’ottima tecnica e di importanti doti fisiche che lo rendono affidabile anche nel contrasto e nella marcatura. Caratteristiche che gli hanno permesso prima di annullare Joao Pedro del Cagliari, poi di duellare ad armi pari con Arnautovic del Bologna. Insomma, non esattamente due attaccanti qualsiasi, per questo ci viene difficile pensare che qualcuno possa strappargli quella maglia. Siamo solo all’inizio, ma questo avvio di stagione dimostra come società e staff tecnico siano sulla strada giusta. L’Empoli sta trovando la sua identità, è consapevole di essere peggiore di tante squadre ma anche migliore di altre. La salvezza dunque non è un miraggio, ma per centrare l’obiettivo sarà fondamentale non montarsi la testa e calarsi anche nei panni di una piccola che deve dare il 110% contro ogni avversario, che si chiami Juventus, Lazio, ma anche Venezia, Salernitana o Spezia.