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Un gol in più: neanche tanto guardando al freddo dato matematico. Un gradino in più per Milito (30 reti stagionali) rispetto ad Ibra (29), il nuovo amore davanti a quello vecchio. L'ultima stagione nerazzurra dello svedese sembrava irripetibile ed ineguagliabile. Aveva vinto con rabbia la classifica marcatori tra mal di pancia e mugugni. Aveva lasciato Milano per trovare la consacrazione internazionale, per scrollarsi di dosso l'etichetta di mezzo-campione e perchè, in fondo, si annoia presto di tutto e tutti. Il suo addio aveva lasciato una voragine nei cuori interisti e il dubbio atroce di non poterlo rimpiazzare. Il grande solista bizzoso e autoreferenziale ha lasciato il posto ad un antidivo dalla faccia buona, un chierichetto del calcio. Niente tatuaggi ne' tagli estrosi, poco mondano e per niente polemico. Diego El Principe è un bomber impacabile, che gioca un calcio meravigliosamente semplice, che lotta su ogni pallone, che le prende e le da' senza sfidare con lo sguardo avversari ed arbitri, che segna quando la posta in palio è altissima. Uno che non ha mai mal di pancia, che piange e si emoziona perchè ha vinto dopo trent'anni di gol e gavetta. Milito è un Ibra con qualcosa in più: l'umanità e il senso di squadra. Forse andrà via con Mou, ma anche nel giorno della festa è stato sincero: 'Ho un'offerta importante, vediamo...'. Niente dichiarazioni di circostanza, niente trame orchestrate dai procuratori, niente di niente. Solo Diego, i suoi occhi celesti e la faccia da mite mestierante del gol. Viva El Principe!!!