Madre cilena, padre spagnolo e passaporto svizzero. Un crogiolo di bandiere che miscelano sangue latino e battesimo elvetico, estro e rigore per un ventenne sul taccuino di mezza Europa, Milan in primis. Nell’esercito dei classe ’92 figura anche Ricardo Rodríguez, in volata sulla fascia sinistra con più di 80 presenze tra Zurigo, Wolfsburg e Nazionale maggiore, di quest’ultima ormai titolare inamovibile. Un pendolino che macina la corsia a passo di flamenco e con la regolarità d’oltralpe. A lui è dedicata la copertina di “Euroconsigli per gli acquisti”.

NOME: Ricardo
COGNOME: Rodríguez
DATA DI NASCITA: 25/08/1992 (20 anni)
NAZIONALITÀ: Svizzera
ALTEZZA/PESO: 1.80 cm x 76 kg
RUOLO: Terzino
CLUB: Wolfsburg (Germania)
VALORE DI MERCATO: 8.500.000 Euro
SCADENZA CONTRATTO: giugno 2016
IN ITALIA FAREBBE COMODO A: Milan, Roma e Napoli

Per un ragazzo abituato a bruciare le tappe, inaugurare il proprio curriculum con un Mondiale under 17 (edizione 2009) appare una pura formalità. Di quel trionfo elvetico, impreziosito da tre reti personali, facevano parte anche Seferović, Kasami, Xhaka e Ben Khalifa, talenti acquisiti da una Svizzera multietnica dal radioso avvenire. Non sorprende quindi che a 19 anni sia stato strappato dalla culla natia per una cifra vicina agli 8 milioni di euro, dal Canton Zurigo alla Bassa Sassonia, stessa cultura teutonica ma standard tecnici ben differenti. Poco cambia per Ricardo Rodríguez, uno votato al moto perpetuo: scavalcato l’apprendistato nella città della Volkswagen, il laterale mancino ha subito ammaliato tra le fila del Wolfsburg fino alla gestione Köstner, subentrato da poco più di un mese in luogo del disastroso Magath. Con 11 punti in 7 gare i Lupi hanno risalito la china, ma al rampante Rodríguez viene preferito il più rodato Schäfer, un dualismo che poco giova alla maturazione del 20enne di Zurigo. Per questo, a meno di un anno dal suo approdo in Germania, si fanno insistenti i rumors di un possibile addio. Eppure il tecnico dei Rossocrociati Ottmar Hitzfeld non nutre dubbi sul custode dell’out sinistro, pedina di uno scacchiere ancora imbattuto nelle qualificazioni ai Mondiali 2014. E non potrebbe essere diversamente: tatticamente disciplinato, dal fisico compatto e dall’ottima tenuta atletica, Rodríguez è un incursore dall’indubbio appeal. Mancino con passo rapido, è in grado di giostrarsi tra copertura e proposizione con provata efficacia. Esterno basso disinvolto, non manca di personalità tanto meno di buoni fondamentali.

Il Milan sonda con interesse l’affaire Rodríguez: l’intento è quello di puntellare le corsie con due freschi coetanei di valore, De Sciglio e appunto lo svizzero. Per voce di Galliani, però, prima si dovrà sfoltire il reparto (indiziati Mesbah e Dídac Vilà). Anche il Napoli lo aveva fiutato ma l’incognita è legata al modulo di Mazzarri non affine all’impostazione dell’elvetico, tornante in una difesa a quattro. Giovane, diligente e generoso: non ricorda l’identikit prediletto da Zeman? Effettivamente a Roma costituirebbe ben più di un’alternativa a Balzaretti e Dodô. E per un ragazzo così precoce, destinato ad esordire nel terzo diverso Paese a vent’anni, l’età è tutto fuorché un ostacolo.