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Dev’essere un bel tipo la signora Rosângela Barcellos Freda, madre di nove figli dei quali uno battezzato Taison in onore dell’Iron Mike che stese pugili e pregiudizi. Oggi questo 24enne brasiliano, dal fisico minuto e poco incline al mondo del boxe, non sta imperversando sul ring ma sul rettangolo verde dei campi di calcio. Niente diretti, ganci o montanti, piuttosto rapidità, estro e un piede destro che ha già fatto capitolare svariate rivali. Stiamo parlando di Taison Barcellos Freda, aspirante alla Seleção ed esploso in Ucraina col Metalist Kharkiv. È lui il prossimo protagonista di “Euroconsigli per gli acquisti”.

NOME: Taison
COGNOME: Barcellos Freda
DATA DI NASCITA: 13/01/1988 (24 anni)
NAZIONALITÀ: Brasile
ALTEZZA/PESO: 1.72 cm x 64 kg
RUOLO: Ala, Trequartista
CLUB: Metalist Kharkiv (Ucraina)
VALORE DI MERCATO: 10.000.000 Euro
SCADENZA CONTRATTO: giugno 2015
IN ITALIA FAREBBE COMODO A: Catania, Lazio, Roma, Fiorentina

Un carioca che nasce a Pelotas, città del Rio Grande do Sul, difficilmente non avrà a che fare con il pallone. A suggellare la tesi alcuni esponenti verdeoro ammirati in Italia e in Europa quali il Puma Emerson, il viola Rômulo, Daniel Carvalho e Michel Bastos. Se poi l’ultimo della serie, maglia numero 7 del Metalist Kharkiv, si prende la licenza di emulare la prodezza di Marco Van Basten (Olanda-Urss, finale Europei 1988) allora l’enunciato diventa una sacrosanta verità. È quanto ha mostrato Taison, come disponibile nel link sottostante, nell’ultima comparsata ucraina di Europa League contro il Rosenborg. Ma è solo l’ultima magia del talento brasiliano. Classe 1988, membro di una famiglia numerosa e indigente, dal 2004 frequenta le giovanili dell’Internacional di Porto Alegre, club che storicamente presta attenzione ai ragazzi meno abbienti. Conquista la Coppa Libertadores nel 2010 insieme a Sandro e Giuliano, entrambi sbarcati nel vecchio continente tra le fila di Tottenham e Dnipro.

Analogamente a quest’ultimo accetta l’avance ucraina, destinazione Kharkiv con la quale firma un quinquennale. Nel Metalist non può che trovare la propria dimensione agevolato dalla folta convivenza sudamericana, un trend che nell’Est europeo non trova conferme solo a Donetsk. Fininho, Cleiton Xavier, Marlos, Willian e il già naturalizzato Edmar sono suoi partner dalla mediana in su, accomunati da natali carioca e dall’assenza di saudade. Taison possiede però il cartellino più oneroso (10 milioni di euro) in relazione all’età e all’apporto sul campo. Ala o trequartista a seconda delle necessità, si dimostra completo per classe, dinamismo e intelligenza tattica. Alla terza stagione europea ha imparato a frenare quell’esuberanza che in più di un’occasione gli è costata qualche cartellino di troppo, compensandola con marcature notevoli (vittima anche la Sampdoria formato Europa League), preziosismi e spunti in velocità, il tutto godibile nell’altra clip sottostante. Per lo più sconosciuto ai radar mediatici, Taison insegue una maglia per i prossimi Mondiali da disputare nella patria natia. L’Italia gli offrirebbe una vetrina più luccicante e diverse piazze a lui congeniali come Catania, squadra che non potrà trattenere ancora a lungo El Papu Gomez, oppure nella Lazio in luogo di uno Zàrate che non riesce più a nuocere. Roma e Fiorentina sarebbero altre alternative coerenti per progetto e collocazione tattica. Il prezzo rappresenta uno scoglio ma l’affare è possibile tra versamenti dilazionati o contropartite tecniche. Sicuro però che Taison, all’angolo ucraino, scalda già i guantoni per la Serie A.