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Andrea Pirlo, ex giocatore di Juve e Milan, ora ai New York City, è stato intervistato da Extra Time: ha parlato della sua nuova avventura, ma anche delle rimonte clamorose subite in maglia rossonera. Così: "Vedendo Barcellona-PSG mi è subito tornato in mente il Deportivo La Coruña: col Milan vincemmo a San Siro 4-1, ma poi lì perdemmo 4-0. Botta tremenda. Ma ripenso spesso alla finale di Istanbul 2005: il 3-0 del primo tempo ribaltato dal Liverpool. Fu un colpo terribile. Ma la rimonta subita dal Psg forse è persino più pesante. Sono partite che ti segnano, anche perché hanno una posta in palio importantissima. Può cambiare l’autostima della squadra. Istanbul mi è rimasta dentro. Sono certo che quando il Psg giocherà in Champions non avrà più la stessa sicurezza: difficile scordare ciò che gli è capitato. È dura, vi assicuro".

"Mi mancano certe sfide. Sono i match belli da giocare a qualsiasi età. Però nel luglio 2015 ho fatto una scelta e non sono pentito. Quando gli anni passano, devi capire se è arrivato il momento di fare altro. Meglio decidere di andare via quando stai ancora bene, prima che siano gli altri a indicarti la porta".
"New York City? Vogliamo progredire. Per esempio vincendo la East Conference, cercando poi di spingerci più avanti nei playoff. La squadra è cresciuta, è ringiovanita, si tratta di alzare il livello. È arrivato l’ex atalantino Maxi Moralez. Ora sono concentrato sul mio lavoro e cerco di farlo al meglio senza pensare al futuro. Dove andrò quando smetto? In Italia".