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    Ex presidente Bari: Giancaspro accusato di estorsione aggravata da metodo mafioso

    Ex presidente Bari: Giancaspro accusato di estorsione aggravata da metodo mafioso

    Si aggrava ulteriormente la posizione di Mino Giancaspro, ex presidente del Bari. Secondo quanto riferito da La Gazzetta del Mezzogiorno infatti, il pm Giuseppe Dentamaro accusa l'imprenditore di estorsione gravata da metodo mafioso: L'episodio, si legge, è emerso attraverso le intercettazioni disposte nell’inchiesta che il 26 settembre ha portato Giancaspro ai domiciliari per il crac Finpower: la notizia della nuova indagine è contenuta proprio nella richiesta di arresto presentata dalla Procura al gip Francesco Mattiace. L’accusa di estorsione aggravata dall’articolo 7 riguarda anche Orlando Malanga, ritenuto dalla Procura «elemento di raccordo tra il Giancaspro e la tifoseria del Bari Calcio», che avrebbe «convinto» un creditore a rinunciare a due decreti ingiuntivi. Dall’indagine sull’episodio - scrive la Procura - «è emerso un evidente clima di omertà e scarsa collaborazione». E, per quanto l’approfondimento affidato alla Finanza «non ha consentito di raggiungere un quadro probatorio univoco in ordine all’ipotesi di estorsione», secondo il pm Dentamaro «il comportamento imprenditoriale del Giancaspro risulta anomalo e sintomatico di inclinazioni allarmanti», in quanto «si è avvalso di un soggetto privo di ruoli ufficiali nella Fc Bari e con sicuri legami malavitosi per concludere un accordo inspiegabilmente vantaggioso con un creditore».
    Il creditore si chiama Tds Group, una cooperativa di Bari che si era occupata di servizi di sicurezza e aveva poi ottenuto due decreti ingiuntivi, uno da 29mila euro nei confronti della Fc Bari e uno da 16mila euro nei confronti di Magnolia, un’altra società di Giancaspro.

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