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Passa pure a Brescia, il Napoli che per una notte almeno si riporta in zona Uefa. No, per gli azzurri non è una notte facile, tutt’altro, ma neppure si può dire che abbia portato via più di quanto meritato. Buono, dunque l’avvicinamento al Barcellona, mentre per il Brescia il futuro si fa sempre più complicato. Che probabilmente non spegne le ultime speranze di salvezza, ma ci va vicino.

Diego Lopez si fida della formazione di Torino. Sconfitto, ma non stracciato dalla Juve infatti, quel Brescia e si concede due sole novità rispetto alla partita precedente: Tonali il quale, vinti gli acciacchi, torna padrone del centrocampo e Joronen, praticamente costretto a riprendersi guanti e porta per l’assenza di Alfonso, il suo secondo. Cosicché, fuori lo squalificato Ayé, il resto è un valzer di posizioni, quello di Lopez, il quale per l’occasione cambia il suo disegno: bye bye rombo e per la prima volta in due (Bjarnason e Zmrhal) dietro Balotelli o tutti e due più larghi ai lati della punta, oppure, quando occorre, tutti e due più dietro per un centrocampo a cinque. Evidente l’intenzione del Brescia d’essere almeno un poco più sfrontato d’altre volte, ma anche più coperto all’occorrenza. Del resto, basta dare una sbirciata alla classifica per rendersi conto che il Brescia ha un bisogno disperato di far punti.

Il Napoli, invece, recupera Insigne lasciato finalmente in pace dal ginocchio, arretra Elmas a centrocampo al posto di Zielinski, cosicché l’unico cambio vero che Gattuso si riserva è Politano a destra per quel Callejon che il Napoli preserva per il prossimo match: quello con il Barcellona. Per il resto non si priva di nulla, il Napoli. Segno che questo match ha pure il senso d’una prova generale per la Champions. Già, ma presto devono fare i conti con il Brescia, gli azzurri. Devono fare i conti con una fase difensiva rivista e corretta da Lopez che aspetta il Napoli basso e che con linee strette e assai ravvicinate. Cosa che nega al Napoli ogni profondità centrale e a Rui e a Di Lorenzo ogni spazio sui due lati. Sì, è vero, il Napoli ci prova con Mertens che cerca la finezza (2’) trovando però solo la parte alta della traversa; poi ancora con il belga che (10’) spreca il suggerimento di Insigne sparacchiando tra le mani di Joronen; poi (20’) anche con Fabian, il quale spara appena alto il suo sinistro, ma le geometrie napoletane non sono mai feroci, mai rapide e ispirate. Insomma, il ritornello è questo: il Napoli governa il pallone, ma troppo lentamente e per questo sbatte contro l’onesto muro di chi gli sta di fronte e il Brescia, invece, se ne sta chiuso a doppia mandata in attesa dell’occasione per tentare il colpo. Che puntuale arriva alla prima palla buona. Tonali batte forte e teso dalla bandierina e mentre il Napoli si specchia malissimo in una suicida marcatura a zona, di corsa e di potenza arriva Chancellor che fa gol di testa. Bravo il venezuelano, ma anche molto poco attento, il Napoli, come gli capita spesso sui calci da fermo. Ordinato, cinico, invece, il Brescia che ha preparato la partita proprio in questo modo.

E’ chiaro: il Napoli deve cambiare passo se vuole recuperare il risultato. Oppure trovare un episodio fortunato. Che è proprio quello che accade quando torna in campo. Su un cross da sinistra di Insigne, infatti, Mateju allunga braccio e mano e Orsato, richiamato dal Var, può rimediare all’errata interpretazione precedente. Rigore sacrosanto e (49’) fredda e precisa esecuzione di Insigne dal dischetto. Un gol, un pari che mettono di buonumore il Napoli. E Fabian Ruiz soprattutto. Cinque minuti dopo, infatti, lo spagnolo, così come aveva fatto contro l’Inter in Coppa Italia, pennella col sinistro un tiro a giro che irrimediabilmente castiga il povero Joronen. Che gol, signori!

Insomma, pochi minuti del secondo tempo e il Napoli ribalta partita e risultato. E pure il Brescia cambia tutto. Perché quella difesa esasperata, voluta, cercata, studiata ora non serve più. Deve cambiare gioco, disegno e mentalità, il Brescia, se vuole ancora tenere viva la speranza di una salvezza sempre più complicata. Non è facile, si capisce, ma Lopez ci prova tirando via un mediano islandese (Bjarnason) e affidandosi a un attaccante finlandese (Skrabb). Mentre dall’altra parte, appena prima, Milik aveva dato il cambio a Mertens, inutilmente in gol (64’). Era partito in fuorigioco, infatti, il belga, anche stavolta inutilmente a caccia di quel 121esimo gol che gli serve per agganciare Hamsik in cima alla classifica dei bomber d’ogni tempo.

Rischia, il Brescia, è vero, ma non può fare altro. Rischia, ma si crea pure quell’occasione che con disperazione cerca per far gol. Se la crea quando (72’) Skrabb caparbiamente lavora palla in area azzurra e poi chiede a Balotelli di far gol. Ma don Mario arriva sbilanciato sul pallone e da quattro metri manda al di là della traversa. Un’occasione d’oro sprecata malamente e Napoli graziato. Napoli che nel finale - riportando pure Allan in campo per un po’ - soffre la reazione e la volontà del Brescia che, chissà, avendo la forza e la capacità di farlo, avesse giocato la partita dall’inizio con questa voglia e questa intensità probabilmente avrebbe potuto ricavarci un po’ di più.


IL TABELLINO

Brescia-Napoli 1-2
(primo tempo 1-0)

Marcatori: 26’ pt Chancellor (B), 4’st rig Insigne (N), 9’st Fabian Ruiz (N)

Brescia (4-3-2-1) Joronen; Sabelli, Mateju, Chancellor, Martella; Bisoli, Tonali, Dessena (40’st Ndoj); Bjarnason (20’st Skrabb), Zmrhal; Balotelli. All. Diego Lopez.

Napoli (4-3-3): Ospina, Di Lorenzo, Manolas, Maksimovic, Mario Rui, Fabian Ruiz, Demme (40’st Allan), Elmas (30’st Zielinski), Politano, Mertens (21’st Milik), Insigne. All. Gattuso.

Arbitro: Orsato di Schio

Ammoniti: 2’st Mateju (B), 21’st Mertens (N), 28’st Martella (B), 28’st Elmas (N), 32’st Dessena (B), 44’st Milik (N).