L'eccellenza italiana in giro per il mondo: "Ma è solo l'inizio, ora bisogna vincere". Unico italiano qualificato con il compagno di team Cosimo Guarnieri, Fabio Denuzzo si racconta a Calciomercato.com dopo la prima FUT Champions Cup andata in scena a Bucarest (una delle tante tappe nella strada verso il Mondiale di Fifa 19), che lo ha visto uscire agli ottavi di finale contro Kevin Assia (tabellone Xbox One): "E pensare che avevo vinto la prima partita... Ho giocato bene, ma manca sempre quel qualcosa in più. Ha meritato lui comunque, qualche gol un po' bruttino ma nel complesso ha giocato meglio".

Entrare tra i migliori 32 è un buon risultato comunque, ma Denuzzo ha una visione 'juventina' della situazione:
"Non è andata male certo, ma l'importante è sempre vincere".

Competizione tra i pro gamer più importanti nel panorama di Fifa 19, giocata con interpreti da urlo: da Cristiano Ronaldo e Neymar a leggende come il Fenomeno ed Eusebio. E Denuzzo?
"Beh, io avevo una formazione un po' diversa dagli altri: 4-1-2-1-2 stretto, Neuer tra i pali; Blanc e Maldini in mezzo, Marcelo a sinistra e a destra prima Walker poi Zanetti; Kanté davanti alla difesa con Seedorf e De Bruyne ai lati; Gullit alle spalle di Eusebio e Cristiano Ronaldo. Poi, a gara in corso, mettevo Ronaldo il Fenomeno... Vieira non l'ho usato, lo proverò più avanti. Messi? Poca resistenza, ma qualcuno l'ho ha usato: e ci è anche arrivato in semifinale".

E il fresco Pallone d'Oro Luka Modric?
"Ora non lo usa nessuno, ma aspettiamo che esca la carta TOTY (Team of the year) che avrà 97, 98 o addirittura 99: lì lo userò sicuramente...".

F2Tekkz campione dopo aver battuto Joksan, non una sorpresa per gli esperti del settore.
"Due player molto bravi, sono già praticamente qualificati ai playoff mondiali con i punti accumulati: Tekkz si è qualificato a tutti i qualifier... Joksan è molto bravo a difendere e non è comune a questi livelli, da tempo non si vedeva uno statunitense competere per i vertici dei tornei".

Un retroscena sul 17enne campione F2Tekkz:
"Conosce a memoria tutti i segreti del gioco e come sfruttarli al meglio ma non solo, è davvero imprevedibile in attacco: segna da fuori, si butta dentro, con lui bisogna difendere controllando due giocatori alla volta! Eppure nelle qualifiche online l'ho battuto al golden gol...".

Tiri da fuori, con il timed finishing del nuovo sistema controlli un'arma devastante come il driven shot a Fifa 18.
"Ancora di più! Ed è una mia pecca: tutti ora segnano da fuori, a me piace entrare in porta ma contro i pro è dura farlo. Servono i gol 'buggati' come li chiamiamo noi, le conclusioni a giro di prima: ne ho presi tanti di gol così e tanti vanno avanti così. Pure F2Tekkz, ma lui sa farti anche i gol da dentro: per quello è imprevedibile, e vince...".

Testa avanti e all'orizzonte ci sono già tanti impegni:
"Tra dieci giorni volerò a Londra per la FUT Champions Cup 2, poi a gennaio Cosimo parteciperà alla licensed qualifier e Giovhy del Team Mkers giocherà nella FUT Champions 3".
A Londra per prendersi la rivincita dopo la mezza delusione di Bucarest:
"L'obiettivo è sempre quello, vincere perché finora non ci sono ancora riuscito. Vincere è una combinazione di tanti fattori: bravura, lucidità nei momenti critici, e anche una buona dose di fortuna. A Londra vado con sicurezze, ma dipende anche da altro. Ultimamente ho fatto bene, sono tra i migliori 16 al mondo: vado con la testa giusta, non sottovaluto nessuno dei miei avversari".

Il ranking ufficiale pubblicato da EA Sports regala la soddisfazione di essere il miglior giocatore italiano su Fifa 19 e tra i migliori 16 al mondo (13esimo):
"Ma non è una sorpresa. E' il premio del lavoro fatto e uno stimolo per migliorare ancora: puntiamo la top 10".

Alla FUT Champions CUP di Bucarest Fabio non era solo, con lui il compagno di team Cosimo Guarnieri (su piattaforma PlayStation 4):
"Ho creato questo team con un investitore privato, al momento siamo io e Cosimo come player su Fifa ma vogliamo crescere. Magari anche in altri giochi. Spero di farlo in Italia, ma non è facile qui...".

Perché l'Italia è ancora restia ad accettare il competitive dei videogiochi?
"Vedo tanto movimento, tanti che provano a entrare nell'ambiente, ma la mentalità in Italia è rispetta diverso ad altri paesi. All'estero siamo considerati professionisti, da noi siamo ancora 'ragazzi che giocano ai videogiochi' e qualcuno dice anche di 'andare a lavorare'. Ma questo è il nostro lavoro! Manca conoscenza dell'argomento: ai ragazzi puoi anche spiegare tutto, dal gioco alle competizioni e al lavoro che ci sta dietro, ma agli adulti no. Manca informazione sul settore purtroppo: spero di vedere fatti e passi avanti concreti".

L'affetto del pubblico però non manca.
"A livello personale sono contento, tanti mi sostengono e mi mostrano il loro affetto".

Anche i colleghi italiani?
"Si può essere amici al di fuori della competizione, ma poi quando si gioca c'è sempre una bella rivalità (ride, ndr)".

Fabio Denuzzo, chiudiamo con un consiglio da un pro a chi vuole diventarlo:
"Fifa purtroppo è un gioco in cui per competere bisogna spendere e avere assolutamente una squadra forte, lo dico sempre a chi mi segue sui miei canali. Ti puoi qualificare ed entrare nel giro competitive facendo 27 vittorie su 30 partite in Weekend League anche con una squadra 'normale' certo, ma poi affronti i pro player squadroni e ti annientano: a certi livelli, certi giocatori fanno la differenza. Senza investimenti e qualcuno che appoggia è dura, se riesci a vincere con una squadretta meriteresti che ti diano la coppa! (ride, ndr). Il consiglio più importante che posso dare però, è restare lucidi nei momenti decisivi, mantenere la calma. Bisogna capire che a volte ti può girare tutto male a Fifa, è fondamentale restare calmi: battere il gioco è anche più difficile che battere i pro!".