Non è un bel periodo per Radamel Falcao: anzi, probabilmente la giornata peggiore della sua vita è quella che si è appena lasciato alle spalle... 15 aprile, domenica, il Paris Saint Germain umilia 7-1 il suo Monaco e lui marca pure un’autorete. Per vivere di peggio bisogna andare al 22 di gennaio del 2014 quando si strappò il legamento crociato del ginocchio destro. 

Lo ammette lui stesso: “Ogni sportivo vive momenti entusiasmanti e altri di lutto – ha detto Falcao dopo il 7-1 che ha consegnato il titolo francese con larghissimo anticipo al PSG – questo è il mio momento di lutto. Ne prendo atto: ogni caduta precede una risalita. Torneremo a correre molto presto”. Quanto all’autogol Falcao si dice fatalista: “Anche qui… c’è sempre una prima volta. No, non ho mai marcato un autogol nemmeno quando giocavo nelle squadre giovanili e se devo essere sincero non mi ricordo di averne provocati nemmeno quando giocavo nelle leve infantili. È un segno del destino, lo accetto. Sono altre le cose che non accetto e con le quali mi batterò con tutto me stesso…”

Perché anche se Falcao sembra sulla rampa di partenza (offertissima del Fenerbahce) la sua battaglia continuerà. Il grande nemico del Tigre è il VAR: già dall’inizio dell’anno la cosa lo convinceva poco. A settembre dichiarò… “Mi sembra ci sia già abbastanza confusione così con gli arbitri. E poi anche quando si vedono le immagini alla sera e fuori dal contesto della partita, si sentono un sacco di pareri discordanti e anche di stupidaggini”. 

Per continuare a parlare chiaro Radamel Falcao a ottobre rincarò la dose: “Il VAR non solo non aiuta ma rallenta e in qualche caso esaspera le decisioni. Gli arbitri non vanno più in campo con la consapevolezza di dovere dare il massimo: tanto c’è il VAR. È un mezzo che servirà solo ai poteri forti”.

Ed ecco qui: nella finale di Coppa di Lega contro il Paris Saint Germain a Radamel Falcao il VAR annulla un gol per un fuorigioco millimetrico mentre agli avversari viene accordato un penalty davvero molto, molto discusso. La reazione di Radamel Falcao non si è fatta attendere: Il VAR è il killer con cui i poteri forti del calcio hanno deciso di uccidere la buona fede. Capisco che in una partita nell’arco dell’anno possa capitare che un episodio non sia valutato correttamente ma che due episodi in una stessa partita favoriscano il Paris Saint Germain lo trovo quanto meno sospetto: per decretare il rigore il gioco è stato fermo quattro minuti, altri quattro per il mio fuorigioco e anche dopo quelli davvero convinti di quanto è stato deciso erano pochi. Tutti questi minuti di gioco persi e l’arbitro alla fine concede due minuti di injury time? Andiamo…” 

Il Paris Saint Germain vinse la Coppa con un 3-0 molto discusso. I tifosi parigini l’hanno buttata sul ridere: alcuni si sono presentati con le antenne sulla testa o con la faccia dentro una scatola. Uno striscione diceva “Tranquillo Falcao, lo dice il VAR” un altro tifoso invitava il colombiano a casa per rivedersi la finale di Coppa. Dopo il 7-1 che ha definitivamente chiuso il duello con il PSG, Falcao era arrabbiato più che deluso e molti sostengono che questa sia soltanto una delle motivazioni che lo porteranno via dalla Francia. Le altre sono i soldi che il Fenerbahce è pronto a offrire a lui, 6 milioni a stagione, e al Monaco, 35 milioni di euro: per un giocatore sicuramente forte ma di 32 anni è una valutazione notevole. 

Falcao quest’anno in Ligue 1 ha giocato 2040 minuti segnando 18 gol. Cui vanno aggiunti tre assist e altri tre gol per ognuna delle Coppe nazionali e internazionali. Ventiquattro gol in tutto: meno reti complessivamente rispetto all’anno scorso ma con molte meno partite giocate, un rate di 0,78 gol a presenza.
Falcao non è l’unica voce contraria al VAR: l’ex internazionale e oggi commentatore sportivo Bixente Lizarazu ha detto che “applicare la tecnologia nel calcio è come fare sesso ma senza orgasmo”.