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C'è una giustizia nel calcio. E siccome c'è, l'Italia è in semifinale contro la Germania dopo avere eliminato gli inglesi ai calci di rigore. E' stata decisiva la parata di Buffon sul penalty di Ashely Cole e non è un caso che l'uomo che ci ha portato in paradiso sia il Capitano dellla Nazionale e della Juve. Tutto si tiene, anche nel calcio. Questo trionfo è il premio ad una grande squadra che ha letteralmente macinato, dominato, surclassato l'Inghilterra sul piano del gioco e dellle occasioni. Sprecandole malauguratamente tutte per giocarsi la vita dagli undici metri. Come il 9 luglio 2006, a Berlino. Ma quante volte ce lo siamo detti, in questi Euroipei: siamo nati per soffrire e, soffrendo soffrendo siamo in semifinale.

La partenza degli azzurri è stata bruciante. E quando De Rossi ha colpito il palo dopo tre minuti, con quel fantastico tiro a effetto, sembrava che gli inglesi stessero già per cedere. Ma, sul capovolgimento di fronte, abbiamo capito perchè Buffon è sempre il più forte portiere del mondo: quel riflesso fulmineo sulla conclusione di Johnson, bloccatain due tempi, è stato degno della sua fama. 

Come volevasi dimostrare, Hodgson ha tenuto fede al suo rigido 4-4-2, votandosi  ad un catenaccio cheavrebbe fatto la gioia del Paròn. L'Italia allora ha cominciato a giocare come ha fatto la Spagna contro la Francia: palleggio continuo a centrocampo, ispirato da un Pirlo immenso e sostenuto sia dal dinamismo di De Rossi sia dal senso tattico di un Montolivo finalmente risoluto. 

L'Inghilterra ha reagito con ordine, mostrandosi molto compatta e votata al sacrificio. Esemplare sotto questo aspetto il comportamento di Rooney, sempre pronto a rinculare a centrocampo e anche in difesa, se necessario. A metà del primo tempo, la Nazionale ha preso decisamente il comando delle operazioni, maha pagato l'imprecisione di Balotelli.

Sulla prima palla gol,prodigioso è stato il recupero di Terry; sulla seconda, Mario ha sparato alto. L'intesa con Cassano ha funzionato a singhiozzo e tuttavia i problemi principali l'Italia li ha incontrati sulla fascia di Abate, lento e macchinoso come non mai. L'equilibrio della partita è continuato nella ripresa quando, fortunatamente, Abate si è risvegliato dal suo torpore e ha cominciato a spingere come avrebbe dovuto fare sin dall'inizio. L'Italia ha costruito subito altre due occasioni,ma sia De Rossi sia Montolivo le hanno sprecate. Gli azzurri hanno giocato sempre meglio degli inglesi, però hanno avuto il torto di non chiudere mai la partita, complicandosi maledettamente la vita.

Se questa squadra avesse un cannoniere degno di questo nome, sarebbe la più forte del mondo. Tant'è vero che la pressione è stata così costante da partorire un'altra opportunità anche nel finale, quando Nocerino è stato bravissimo a inserirsi arrivando davanti ad Hart: provvidenziale il salvataggio di Johnson. Il milanista aveva appena preso il posto dello stanchissimo De Rossi. Prandelli ha tenuto sin troppo in campo Cassano, sostituendolo soltanto al 77' con Diamanti. L'Inghilterra non ha mai impensierito Buffon e si è votata ai supplementari. Obiettivo raggiunto, con la malceata intenzione di arrivare ai rigori. I primi quindici minuti extra-time hanno confermato l'impressione.

Supremazia azzurra a tratti imbarazzante (all'inizio del secondo tempo supplementare 63% possesso palla azzurri, 37% inglesi; 720 passaggi dei primi rispetto ai 309 dei secondi), bunker di Hodgson degno del manuale del catenaccio con Carroll stopper aggiunto, ora su Diamanti ora su Balotelli; bunker di Hodgson che regge anche al gol di Noicerino, giustamente annullato per fuorigioco. Si arriva così ai rigori. E sapete com'è andata a finire.

L'errore di Montolivo ci ha mandati all'inferno, il meraviglioso cucchiaio di Pirlo ci ha ridato la speranza, la traversa di Ashley Young e il tiro decisivo di Diamanti ci hanno spedito in orbita. Dio esiste. E tifa Italia.

Stiamo arrivando Germania: adesso siamo davvero capaci di tutto.

 

 

Xavier Jacobelli

Direttore Editoriale www.calciomercato.com