Col suo Barcellona aveva dominato l'Europa, entrando per sempre nella storia del calcio come uno degli innovatori di questo sport, al pari di grandi del passato come Rinus Michels e Arrigo Sacchi. Quello che sembrava solo l'inizio di un fenomeno, il Guardiolismo, destinato a essere esportato nel mondo, si è però fermato in Catalogna. Quattro anni, quelli alla guida dei blaugrana, che avevano portato nella già ricca bacheca del club tre Liga, due Coppe del Re, tre Supercoppe di Spagna, due Supercoppe Europee e due Mondiali per club, oltre - ovviamente - a due Champions League. Quello delle grandi notti europee sembrava diventato il giardino di casa di Pep. Sembrava, appunto.

FLOP E 800 MILIONI IN FUMO - Dopo l'addio al Barça, Guardiola decise di prendersi un anno sabbatico prima di tornare, nel 2013 sulla panchina del Bayern Monaco. In Baviera, la solita incetta di campionati e coppe nazionali, ma... nessun successo europeo. Tre semifinali di Champions League in tre anni per il suo Bayern, che nella stagione prima del suo arrivo aveva invece conquistato il trofeo battendo in finale il Borussia Dortmund. Dalla Germania all'Inghilterra, la musica non è cambiata. Anzi, col Manchester City, in tre anni, Guardiola non è mai andato oltre i quarti di finale: oltre all'eliminazione arrivata ieri, contro il Tottenham, lo scorso anno i Cityzens avevano perso un altro "derby" inglese, contro il Liverpool. Mentre nel 2016/17 la corsa del City si era fermata addirittura agli ottavi, contro il Monaco. Risultati a dir poco negativi, resi ancora più deludenti dagli oltre 800 milioni di euro spesi nel frattempo: poco più di 200 al Bayern, oltre 600 al City.

MEGLIO ALLEGRI - Sconfitte ed eliminazioni accompagnate spesso da alcune scelte tecniche che hanno lasciato perplessi - come la doppia esclusione di Sané dai titolari nei due confronti con gli Spurs - e al termine di grandi partite dal punto di vista estetico, come quella dell'Etihad Stadium di ieri sera. Una qualità di gioco sempre, o quasi, superiore a quella messa in mostra ad esempio dalla Juventus di Massimiliano Allegri, finito nel mirino delle critiche dopo il sorprendente ko dei bianconeri contro l'Ajax di martedì. Se si guardano gli ultimi cinque anni, l'allenatore livornese ha però ottenuto risultati migliori del catalano: ha raggiunto due volte la finale, due i quarti e una gli ottavi, proprio contro il Bayern di Guardiola, nel 2015/16. Che, invece, si è fermato due volte in semifinale, due ai quarti e uno agli ottavi. Investimenti sbagliati sul mercato e risultati deludenti in campo: il Guardiolismo è rimasto a Barcellona