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Spezia salvo, Torino che deve cercare punti disperati e comunque disperanti, nel senso che comunque provocano disperazione, per non scendere in B, nel recupero di Roma con la Lazio e nel match interno di chiusura contro un Benevento ancora resuscitabile. A questo si arriva dopo una partita dall’esito giusto e dall’andamento regolare, ad onta delle premesse tribolate e limacciose e della scia incerta e un tantinello torbida che lascia in casa granata. 

In diretta, allora. Il Torino a La Spezia dove cerca i due punti della tranquillità contro una squadra a cui ne tolse uno all’andata, e adesso impegnata a fare calcoli dello stesso tipo: essì, fu 0 a 0 allo stadio Grande Torino, ma gli spezzini giocarono, e bene, in dieci contro undici dall’8’ (espulsione di Vignali), e i granata ebbero da recriminare, in una partita tutt’altro che dominata almeno territorialmente, soltanto un palo di Ansaldi al 90’. Lo Spezia ha gli stessi punti del Torino, 35, ma ben diverse motivazioni: cominciò il campionato per salvarsi e sta per salvarsi, in una partita che può evolversi o attorcigliarsi in un dramma, una lotta epica, una bufala, persino un biscotto, con tutte le ipotesi di classifica legate al suo risultato ed a quello di Benevento-Crotone in programma 24 ore dopo. Per non andare poi all’ultima giornata con, ripetiamo, Torino-Benevento…

Chiara in ogni caso appare subito la partita. E cioè che il Torino gioca male sin dall’inizio, come ha fatto negli ultimi dolenti tempi, e lo Spezia gioca bene sin dall’inizio, come ha fatto negli ultimi decorosi tempi. Il Torino recupera grandi assenti nella sfida (be’, 0 a 7…) contro il Milan mercoledì sera, e sono recuperi miracolosi e dunque strani quasi quanto lo furono le esclusioni,  C’è di nuovo Sanabria, che dopo un avvio splendido come pezzo speciale del mercato di riparazione giochicchiava da quattro partite (se è per questo, però, Belotti non segna su azione da quattro mesi…). Rimpolpato dai suoi presunti titolarissimi (Izzo, Nkoulou, Ansaldi…) il Torino per poco non regala un gol allo Spezia dopo 3’, per la solita (ormai) confusione fra Sirigu e i difensori davanti a lui

Gioca fra i liguri un tipo che meritava probabilmente una ben più grossa carriera: si chiama Saponara, ha testa rasata e barba da profeta amico però del barbiere, non ha ruolo nel senso che sta dappertutto, alla olandese d’antan, si lavora un pallone strano e colpisce il palo dopo diciotto minuti, passa un altro minuto e fa gol, avanzando palla al piede su invito di Agudelo e trafiggendo Sirigu forse non del tutto senza colpe. Saponara appare come una sorta di extraterrestre, senza ruolo ma col dominio di uomini e azioni, spazia dove vuole come vuole, si mangia un altro gol al 39’. Il Toro fatto vitellino da latte assiste, ogni tanto Ansaldi cerca Belotti con il cross ma gli spezzini sono più atletici. La squadra di casa comunque legittima il vantaggio anche con una superiorità territoriale certificata da numerosi calcio d’angolo. Al 42’ Vojvoda interviene su Pobega, l’arbitro Orsato da vicino dice rigore e rimbrotta secco i granata che protesticchiano,  N’zola tira e segna, lui secondo migliore in campo dopo Saponara, lui che dall’inizio ha impegnato una lotta vincente con N’Koulou.

Due a zero, qualcuno ha notato che il Torino non ha effettuato nessun tiro in porta? Lo esegue, finalmente, all’ottavo del secondo tempo ma su rigore, fallo di Ferrer su Bremer speculare a quello di Vojvdoa, segna Belotti che dal dischetto ha preso il bel vizio di non sbagliare mai. Nicola comanda cambi (Verdi, Singo, Zola, tutta acqua calda…) per cercare comunque novità, Italiano ritarda cambi per cercare di rispettare, onorandola così, la bella regolarità di tutti i suoi. Saponara manca un gol, poi il Torino offre allo Spezia una punizione dal limite, da Maggiore a N’Zola libero e bello (nel senso che comunque tira bene), ed è 3 a 1. La partita va avanti normale, come se in palio non ci fossero nessuna vita e nessuna morte. Al 32’ esce per l’applauso dei pochi intimi Saponara, entra Erlic che al 38’ fa poker di testa su cross di Marchizza: 4 a 1. In mezzo agli applausi per Saponara ed a quelli che per il gol un siparietto didascalico, con l’arbitro che espelle Bremer, rosso  diretto  per gomitata, va al Var, si corregge con il giallo, sembra liofilizzata una certa Italia che cambia colore col covid. Nei 5’ di recupero c’è persino un tiraccio in porta del Torino, 11 gol (a 1) presi in meno di tre giorni, mentre Spezia festeggia con i panchinari, con gli happy fews sulle gradinate, con la sua gente appostata sulle colline che danno sul terreno di gioco.    


Festa Spezia, è salvo con Saponara-show. Torino disperato: 11 gol subiti in 3 giorni, ora rischia​Spezia salvo, Torino che deve cercare punti disperati e comunque disperanti, nel senso che comunque provocano disperazione, per non scendere in B, nel recupero di Roma con la Lazio e nel match interno di chiusura contro un Benevento ancora resuscitabile. A questo si arriva dopo una partita dall’esito giusto e dall’andamento regolare, ad onta delle premesse tribolate e limacciose e della scia incerta e un tantinello torbida che lascia in casa granata. 

In diretta, allora. Il Torino a La Spezia dove cerca i due punti della tranquillità contro una squadra a cui ne tolse uno all’andata, e adesso impegnata a fare calcoli dello stesso tipo: essì, fu 0 a 0 allo stadio Grande Torino, ma gli spezzini giocarono, e bene, in dieci contro undici dall’8’ (espulsione di Vignali), e i granata ebbero da recriminare, in una partita tutt’altro che dominata almeno territorialmente, soltanto un palo di Ansaldi al 90’. Lo Spezia ha gli stessi punti del Torino, 35, ma ben diverse motivazioni: cominciò il campionato per salvarsi e sta per salvarsi, in una partita che può evolversi o attorcigliarsi in un dramma, una lotta epica, una bufala, persino un biscotto, con tutte le ipotesi di classifica legate al suo risultato ed a quello di Benevento-Crotone in programma 24 ore dopo. Per non andare poi all’ultima giornata con, ripetiamo, Torino-Benevento…

Chiara in ogni caso appare subito la partita. E cioè che il Torino gioca male sin dall’inizio, come ha fatto negli ultimi dolenti tempi, e lo Spezia gioca bene sin dall’inizio, come ha fatto negli ultimi decorosi tempi. Il Torino recupera grandi assenti nella sfida (be’, 0 a 7…) contro il Milan mercoledì sera, e sono recuperi miracolosi e dunque strani quasi quanto lo furono le esclusioni,  C’è di nuovo Sanabria, che dopo un avvio splendido come pezzo speciale del mercato di riparazione giochicchiava da quattro partite (se è per questo, però, Belotti non segna su azione da quattro mesi…). Rimpolpato dai suoi presunti titolarissimi (Izzo, Nkoulou, Ansaldi…) il Torino per poco non regala un gol allo Spezia dopo 3’, per la solita (ormai) confusione fra Sirigu e i difensori davanti a lui. 

Gioca fra i liguri un tipo che meritava probabilmente una ben più grossa carriera: si chiama Saponara, ha testa rasata e barba da profeta amico però del barbiere, non ha ruolo nel senso che sta dappertutto, alla olandese d’antan, si lavora un pallone strano e colpisce il palo dopo diciotto minuti, passa un altro minuto e fa gol, avanzando palla al piede su invito di Agudelo e trafiggendo Sirigu forse non del tutto senza colpe. Saponara appare come una sorta di extraterrestre, senza ruolo ma col dominio di uomini e azioni, spazia dove vuole come vuole, si mangia un altro gol al 39’. Il Toro fatto vitellino da latte assiste, ogni tanto Ansaldi cerca Belotti con il cross ma gli spezzini sono più atletici. La squadra di casa comunque legittima il vantaggio anche con una superiorità territoriale certificata da numerosi calcio d’angolo. Al 42’ Vojvoda interviene su Pobega, l’arbitro Orsato da vicino dice rigore e rimbrotta secco i granata che protesticchiano,  N’zola tira e segna, lui secondo migliore in campo dopo Saponara, lui che dall’inizio ha impegnato una lotta vincente con N’Koulou.

Due a zero, qualcuno ha notato che il Torino non ha effettuato nessun tiro in porta? Lo esegue, finalmente, all’ottavo del secondo tempo ma su rigore, fallo di Ferrer su Bremer speculare a quello di Vojvdoa, segna Belotti che dal dischetto ha preso il bel vizio di non sbagliare mai. Nicola comanda cambi (Verdi, Singo, Zola, tutta acqua calda…) per cercare comunque novità, Italiano ritarda cambi per cercare di rispettare, onorandola così, la bella regolarità di tutti i suoi. Saponara manca un gol, poi il Torino offre allo Spezia una punizione dal limite, da Maggiore a N’Zola libero e bello (nel senso che comunque tira bene), ed è 3 a 1. La partita va avanti normale, come se in palio non ci fossero nessuna vita e nessuna morte. Al 32’ esce per l’applauso dei pochi intimi Saponara, entra Erlic che al 38’ fa poker di testa su cross di Marchizza: 4 a 1. In mezzo agli applausi per Saponara ed a quelli che per il gol un siparietto didascalico, con l’arbitro che espelle Bremer, rosso  diretto  per gomitata, va al Var, si corregge con il giallo, sembra liofilizzata una certa Italia che cambia colore col covid. Nei 5’ di recupero c’è persino un tiraccio in porta del Torino, 11 gol (a 1) presi in meno di tre giorni, mentre Spezia festeggia con i panchinari, con gli happy fews sulle gradinate, con la sua gente appostata sulle colline che danno sul terreno di gioco.    



IL TABELLINO

Spezia-Torino  4-1 (primo tempo 2-0) 
 
Marcatori:
19’ Saponara (S), 42’ rig. e 30’ st N’Zola (S), 10’ st rig. Belotti (T), 39’ st Erlic 
 
Assist: 30’ st Marchizza (S), 39’ st Farias (S)
  
Spezia (4-3-3): Zoet, Ferrer, Ismajli, Terzi, Marchizza, Maggiore, Ricci (12’ st Sena), Pobega (23’ st Estevez), Agudelo (12’ st Farias), Saponara (32’ Erlic), Nzola.  All. Italiano.

Torino (3-5-2): Sirigu, Bremer, N’Koulou, Izzo (10’ st Singo), Vojvoda (1’ st Verdi), Rincon (32’ st Baselli), Mandragora, Lukic (18’ st Bongiorno), Ansaldi, Sanabria (18’ st Zaza), Belotti. All. Nicola.
 
Arbitro: Daniele Orsato di Schio (Vi).
 
Ammoniti: 27’ Agudelo (S), 32’ Vojvoda (T), 33’ Pobega (S), 12’ st Rincon (T), 33’ st Bongiorno (T), 36’ Faris (S), 36’ st Bremer (T), ​(S), 47’ st Verdi (T).