Si è conclusa prima di iniziare, per Enrico Chiesa, l'avventura da tecnico nel Figline, non iscritto al campionato di Lega Pro a causa di una situazione debitoria importante. 'Sono deluso,  credo che l'amarezza non sia solo mia, ma di tutto l'ambiente - ha esordito l'ex attaccante di Sampdoria, Parma e Fiorentina ospite di Radio Toscana -. Quando è arrivata la notizia dell'esclusione, la sorpresa è stata grande. C'è una grossa crisi economica che si rispecchia nel calcio. Se anche il Barcellona ha una situazione debitoria così esagerata, oltre quattrocento milioni di euro, vuol dire che non c'è luce per il calcio'.

'La mia decisione per il futuro è già stata presa: voglio fare l'allenatore, per questo motivo ho terminato il corso di seconda categoria a Coverciano due settimane fa - ha aggiunto e concluso Chiesa -. Mihajlovic era un maestro nel battere le punizioni, era fantastico vederlo allenarsi. Alla Sampdoria faceva lanci di 50 metri dalla difesa, con giocatori del genere è difficile pensare alla tattica. Ha una rosa con cui può far divertire i tifosi della Fiorentina; per adesso ha pensato ad un gioco offensivo, ma credo che abbia talmente tanti elementi di valore che ha alternative ovunque. La società e l'allenatore fanno bene a caricare l'ambiente perché serve per far aumentare la consapevolezza ai giocatori sugli obiettivi da raggiungere'.