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Chi va piano, dicono, va sano e va lontano. Proverbio saggio, e spesso anche azzeccato. Mica sempre, però. A qualcuno piace correre. Sempre e comunque. Valon Behrami, per esempio, è uno che vive a mille all'ora. Poche mezze misure. O tutto o niente, con quel brutto vizio di non sapersi accontentare. A volte è un difetto, altre no. L'allenamento di ieri pomeriggio ad esempio è manifesto della determinazione per lo svizzero. Una settimana fa si parlava di tre settimane di stop, almeno. Una brutta botta al ginocchio (rimediata in Nazionale) e la convinzione di dover saltare le gare con Cesena, Milan e Juventus. Vero è che il report della Fiorentina escludeva problemi (e tanto meno lesioni) ai legamenti, ma il problema era comunque serio. Delicato, almeno. Eppure l'ultimo arrivato in casa viola sta tentando il miracolo. E gli sta pure riuscendo. Ieri, stupendo gli stessi dottori, si è presentato ai campini ed oltre al lavoro programmato (corsa e palestra, soprattutto) ha pure toccato il pallone. Niente di eccezionale, ma comunque con ampio anticipo rispetto alle previsioni. La sensazione, crescente, è che l'ex West Ham e Lazio stia facendo di tutto per essere a disposizione di Mihajlovic già la prossima settimana, quando al Franchi arriverà la Juve. Un rientro lampo, con sette giorni di anticipo sulla tabella di marcia. Sensazioni? Buone, quasi ottime.

Per uno che corre ce n'è uno che si ferma, però. E' Juan Manuel Vargas, alle prese con l'ennesimo stop di una stagione maledetta. Mezz'ora sul campo prima di alzare bandiera bianca. Si parla di un piccolo problema muscolare (niente di eccessivamente preoccupante) che non dovrebbe comunque impedire al peruviano di scendere in campo, domenica sera, contro il Milan. Certo è che per l'esterno mancino la continuità quest'anno resta una perfetta sconosciuta.
Non c'era Mutu, infine, ma qua i problemi stanno proprio a zero. Nel senso che il romeno non ha deciso di bidonare compagni e allenatore ma, semplicemente, ha ottenuto un giorno di riposo vista la squalifica che lo terrà forzatamente a riposo nel prossimo impegno. Per il resto calma sostanzialmente piatta. Con una voce che pian piano diventa grido. Adem Ljajic, nonostante l'assenza del Fenomeno, contro Pato e compagni si accomoderà ancora una volta in panchina.

(La Repubblica - Edizione Firenze)