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Il 4-0 subito dalla Fiorentina in casa del Torino è un campanello d'allarme importantissimo per Vincenzo Italiano che già con i pareggi contro Sassuolo e Verona nel finale di 2021 aveva visto frenati gli entusiasmi legati ad una classifica con vista sull'Europa. I viola giocano un buon calcio (anche se ieri a Torino in realtà si è visto poco anche quello), ma hanno un enorme problema difensivo con 29 gol subiti in 20 giornate di cui 16 nelle ultime 10. Un problema che si manifesta indiscutibilmente per le continue e forzate rotazioni a cui è costretto l'allenatore (per infortuni, squalifiche e non solo),  ma anche per il crollo verticale nel rendimento di colui che fino all'anno scorso rappresentava un punto di forza indiscutibile e che oggi sta vivendo un periodo di calo pericoloso per il futuro: Nikola Milenkovic.

DISASTRO - La stagione del difensore classe '97 non è iniziata al meglio con l'inserimento nei nuovi schemi di Italiano che, con la ricerca del gioco palla a terra e un centrocampo più "leggero" spesso costringe i centrali all'esposizione all'1 contro 1. Le statistiche anno su anno reggono, perché Milenkovic ha ancora una media di quasi il 65% di duelli e duelli aerei vinti, ma a crescere incredibilmente è il numero di falli fatti, che corrisponde in diminuzione al numero di palloni recuperati. Ciò però che è apparso evidente nel pomeriggio di ieri e che si sta ripetendo più volte nel corso della stagione è la difficoltà che l'ex Partizan sta incontrando nel rimanere lucido e perfetto nelle scelte nell'arco dei 90 minuti. Il nostro pagellista Andrea Piva nella partita contro il Torino ha così chiosato: "Milenkovic 4,5: è irriconoscibile. È in grande difficoltà contro gli avversari e lascia buchi che non sono da lui". ​
RINNOVO: PRIGIONE DORATA - Non è un segreto che da tempo Milenkovic stia sognando l'addio alla Fiorentina verso altri lidi e che nel corso della passata estate si sia arrivati ad un passo dalla rottura. Poi il lavoro di Barone e Commisso con il suo agente ha portato alla firma del prolungamento fino al 30 giugno 2023, quindi di un solo anno, del suo accordo in scadenza per non perderlo a zero. Un rinnovo con aumento salariale fino a 3 milioni che oggi però rappresenta di fatto una prigione dorata per il serbo e per la Fiorentina che grazie a questo rinnovo non ha smesso di chiedere ai club interessati non meno di 30 milioni di euro per la sua cessione. Cifre che né il Milan, né l'Inter, né la Juventus sono oggi disposte a mettere sul piatto a gennaio e che fanno riflettere in negativo per giugno. E se per Bremer, che ieri ha letteralmente annullato il celebrato Vlahovic, Cairo chiede circa 25 milioni, quanto può valere oggi questo Milenkovic? Di sicuro non i 30 milioni già citati.