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Rocco Commisso fa il punto sul mercato della Fiorentina. Il presidente del club viola ha dichiarato in un'intervista alla Gazzetta dello Sport: "Che succede con Chiesa? Non lo so. Nei prossimi giorni parlerò con il ragazzo. A suo tempo ho promesso al babbo di Chiesa che lo avrei lasciato libero davanti a un'offerta giusta. Federico ha preferito non prendere in considerazione alcune richieste che erano arrivate dall'estero. Lo capisco, questo è l'anno dell'Europeo e lui vuole fare bene in Italia per convincere il ct Mancini. Però deve ricordare che è la Fiorentina che l'ha portato dove è adesso e che deve fare le cose giuste. Chi vuole comprare ribadisce che la valutazione dei calciatori è scesa, ma io dico che non è scesa quella dei grandi giocatori. Vedremo". 

"Il Milan vuole Milenkovic? Non ho mai parlato con lui dell'ipotesi che lasci la Fiorentina, lo voglio tenere perché è un buon ragazzo e un ottimo difensore. Il Milan ha una proprietà diversa, ma è una proprietà forte. Ha fatto dei cambi societari importanti. Penso che il Milan voglia tornare ai vertici".

"Iachini mi piace. Ha la possibilità finalmente di lottare per un traguardo per il quale non ha mai combattuto. Il suo finale di campionato apre ad orizzonti importanti. Amrabat è fortissimo, peccato che non ci sarà contro il Torino. Ma a centrocampo abbiamo Castrovilli, Bonaventura, Borja Valero, Duncan, Pulgar. Da ex centrocampista so che questo reparto è il cuore della squadra. La Fiorentina ha bel cuore". 
"Mercato chiuso? Se ci saranno delle occasioni le sfrutteremo. Poi, non dimenticate che ci sarà anche il mercato invernale. I miei manager mi dicono che in inverno ci sarà un mercato molto vivo. L'anno scorso a gennaio ho comprato Amrabat, Kouame, Cutrone, Duncan, Igor. Con Kouame abbiamo rischiato perché era infortunato, ma abbiamo portato a Firenze un grande attaccante. Non cerco un centravanti da 20 gol, ma punto a segnarne 40-50 con Kouame, Vlahovic, Cutrone, Ribery, anche Chiesa. I primi tre sono giovani e con grandi potenzialità, hanno tutti un anno di esperienza in più". 

"La pandemia coronavirus ha penalizzato i fatturati dei club, grandi e piccoli. Dobbiamo rimetterci tutti in discussione: noi proprietari e i dipendenti. Anche i calciatori devono capire che non possono continuare a pretendere le stesse cifre, gli scenari sono cambiati e in generale le e valutazioni dei calciatori sono più basse. La Fiorentina deve alzare il fatturato. Ho sempre detto che avrei investito quello che serviva per realizzare le infrastrutture, che sono fuori dalle regole del Fair Play finanziario, ma che non venivo per perdere 50 milioni l’anno. Ricordo che nessun proprietario si è impegnato a spendere oltre 300 milioni di euro nel suo primo anno. E inoltre la Fiorentina è della mia famiglia al cento per cento, quindi sono tutti soldi miei. Vorrei anche aggiungere che alcune tra le principali società italiane hanno tanti debiti, mentre noi fino a oggi non dobbiamo un euro alle banche".