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    Fiorentina, dopo Praga c'è sempre Atene: Italiano ha un dubbio che trascende i reparti

    Fiorentina, dopo Praga c'è sempre Atene: Italiano ha un dubbio che trascende i reparti

    • Federico Targetti, inviato ad Atene

    "Penso a Praga l'anno scorso, l'abbiamo affrontata nel migliore dei modi ma alcuni episodi non ci hanno permesso di gioire. Non vorrei rivedere le stesse facce, nessuno ti dà la certezza di essere in finale l'anno dopo. Domani dobbiamo scendere in campo come se ogni palla fosse l'ultima della nostra carriera. Ha fatto male a me come ai giocatori come a tutta la città, per questo cercheremo di ribaltare la situazione". 

    Questo un estratto della conferenza stampa di Vincenzo Italiano, allenatore della Fiorentina, alla vigilia della finale di Conference League, la seconda in due anni per la squadra gigliata. Nel 2023 è arrivata una sconfitta per 1-2 contro gli inglesi del West Ham, a Praga in Repubblica Ceca, con un gol di Bowen allo scadere dei tempi regolamentari che ancora popola gli incubi dei tifosi. Quest'anno è Atene, contro l'Olympiacos. Che molti identificano con la capitale della Grecia, ma la verità è che i biancorossi sono del Pireo, la città portuale vicino ad Atene, con un suo sindaco e una sua amministrazione separata. Quindi ecco, si può dire che gli uomini di Mendilibar giocheranno vicino a casa, ma non certo in casa. Anche perché l'Agia Sophia, lo stadio della finale sorto nel 2022, è casa dei rivali dell'AEK Atene. 


    QUANTE MOTIVAZIONI - Una nuova consapevolezza, dopo la sconfitta di un anno fa. Il destino ha voluto dare una seconda occasione a Italiano per chiudere in bellezza il suo percorso con la Fiorentina; nessuno conferma, nessuno smentisce, ma la verità dei fatti è che il tecnico di Ribera è all'alba delle sue ultime due partite in viola, la finale e poi il recupero di campionato contro l'Atalanta, inutile ai fini dei verdetti di Serie A con buona pace di Lazio e Roma. Biraghi e compagni devono vincere per se stessi, per onorare la memoria del povero Joe Barone, per portare la nona squadra italiana in Europa nel 2024/25, accedendo all'Europa League e facendo scalare il Torino in Conference. Per riportare un trofeo a Firenze dopo 23 anni (Coppa Italia 2001), e nella fattispecie un trofeo continentale dopo 63 (Coppa delle Coppe 1961). I milanisti dicono che dopo Istanbul c'è sempre Atene, riferendosi alla sconfitta in Turchia e poi alla vittoria in Grecia contro il Liverpool in finale di Champions tra il 2005 e il 2007. Che possa essere vero anche per i fiorentini?

    COME GLI SPARTANI A PLATEA - Se vogliamo romanzarla, è un po' come l'esercito spartano tra le Termopili e Platea: prima la resistenza alla fine sconfitta dei Trecento contro un avversario più forte, i Persiani, poi, nella piana di Platea, ecco la rivincita, con un esercito panellenico e una vittoria schiacciante. Chissà, magari andrà proprio così, e tutta (o quasi, le rivalità sono sacre) l'Italia, così come tutta la Grecia all'epoca, griderà di gioia. Oppure no, e allora sarà psicodramma con la terza finale persa su tre in due anni. Ma anche se così fosse, non comprometterebbe più di tanto la bontà del lavoro di Vincenzo Italiano, che ha preso una formazione in lotta per la salvezza e in tre anni l'ha ricollocata stabilmente nell'atlante del calcio europeo. 

    LE PROBABILI FORMAZIONI - E allora vediamo le probabili formazioni della finale: Mendilibar, il tecnico basco dell'Olympiacos, ha annunciato di avere le idee chiarissime, quindi mettiamo in campo il suo team ideale: gli unici ballottaggi possono essere a sinistra, tra Ortega, rientrato da un infortunio qualche giorno fa, e Quini, e in mezzo al campo, tra il più statico Iborra e il più dinamico Horta. Davanti confermatissimo El Kaabi, capocannoniere del torneo con ben 10 reti. Lo schieramento della Fiorentina dipende da Bonaventura, a segno l'anno scorso a Praga: se l'ex Milan agirà in mediana, allora ballottaggio sulla trequarti tra Barak e Beltran; se invece il trequartista sarà proprio Jack, spazio a Mandragora accanto ad Arthur. 

    OLYMPIACOS (4-3-3): Tzolakis; Rodinei, Carmo, Retsos, Ortega; Hezze, Iborra, Ciquinho; Fortounis, El Kaabi, Podence. All. Mendilibar. 

    FIORENTINA (4-2-3-1): Terracciano; Dodo, Milenkovic, Quarta, Biraghi; Arthur, Mandragora; Gonzalez, Bonaventura, Kouamé; Belotti. All. Italiano. 

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    Kosmo
    Kosmo

    è vergognoso che per una finale diano uno stadio da 30.000 posti

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