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Sei settimane di assoluto riposo, poi, da novembre, potrà iniziare la lenta fase di riabilitazione. Pepito Rossi è ancora a Vail, in Colorado, nella clinica dove la scorsa settimana è stato sottoposto ad artroscopia. Da lunedì prossimo, scrive il quotidiano Il Corriere Fiorentino, tornerà a casa sua, nel New Jersey, dove in attesa di iniziare a lavorare, si godrà l’affetto della famiglia: «Il legamento ha tenuto – ha spiegato il medico sociale viola Paolo Manetti – insieme al dottor Singleton abbiamo ritenuto opportuno l’intervento in artroscopia per rimediare alla rottura del menisco: anche i nostri consulenti in Europa aveva già tracciato questa strada». Manetti dunque allontana le polemiche intorno alla scelta di Pepito di tornare negli Usa, anche se la fuga di notizie intorno ai tempi di recupero non sono piaciute affatto né alla società, né al diretto interessato: «Giuseppe sta bene – continua Manetti - era pronto anche ad affrontare una tempistica di recupero più lunga. Lui però è introverso e vive per il calcio, certe speculazioni, anche di altri medici, non ci sono piaciute. Faccio un appello a tutti a rispettare la privacy del giocatore: l’unica verità è che Giuseppe tornerà ad avere la stabilità del ginocchio che aveva prima dell’intervento e che la tempistica per il rientro all’attività agonistica (4-5 mesi, ndr) è già stata dettata dallo specialista. Servirà solo un po’ di pazienza, perché nelle prime 6 settimane dovrà riformarsi la cartilagine e solo dopo Rossi potrà iniziare i carichi graduali sul ginocchio».