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L'attaccante della Fiorentina Mario Gomez ha rilasciato una lunga intervista al quotidiano tedesco Die Welt. 'I sette mesi di infortunio sono stati estremamente difficili, anche perché era una fase particolare per me, avevo scelto di cambiare ed ero stato accolto con grandi aspettative a Firenze - ha spiegato il giocatore -. In certi momenti ti scoraggi e non riesci a concentrarti su nient'altro: andavo alle lezioni d'italiano, ad esempio, e non riuscivo a seguire. Il pensiero era sempre rivolto al ginocchio, mi svegliavo testando se mi faceva ancora male e lo stesso facevo prima di dormire. Ho imparato che si può fare di tutto per superare un infortunio, ma per recuperare c'è bisogno di tempo e di tanta pazienza. Una volta ho caricato troppo presto per accelerare i tempi e mi sono dovuto fermare di nuovo, per tre mesi in più. Se mi sono chiesto perchè a me? No, ho imparato che nel calcio queste cose possono capitare. Per nove anni non ho mai subito lesioni gravi e poi in una stagione mi sono infortunato per tre volte. Non è stato facile, ma ho imparato a guardare avanti e a trarre il positivo anche dalle cose negative. Ho visto la finale del Mondiale nell'hotel di Moena dove eravamo in ritiro con la Fiorentina, insieme ai miei compagni. C'erano un paio sono argentini, ed erano molto delusi. Io sono stato felice per i miei compagni, poi a fine partita sono andato a letto perchè il giorno dopo c'era l'allenamento. Se ho pensato che avrei potuto esserci io? Certo, lo avranno fatto 80 milioni di tedeschi... Differenze a tavola fra Italia e Germania? Qui mangiano molto, ad esempio la pasta, e a colazione la maggior parte delle persone prendono solo una brioche e un caffè, mentre per me è quello il pasto più importante. All'inizio ho dovuto lottare per trovare burro e uova...'.