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Un uomo solo. Con i suoi pensieri e il telefonino sempre acceso. Con una squadra che ancora non c'è e una società che lo ha messo con le spalle al muro ('Non potrà più dirmi che ci hanno soffiato un giocatore' ha detto Cognigni). E con una parte dello spogliatoio che non sopporta le sue intromissioni (anche per questo è arrivato Guerini) e i tifosi (due giorni fa c'è stato un confronto) che anche qui iniziano ad agitarsi. Pantaleo Corvino è chiuso nel suo mondo. Il nuovo progetto è tutto nelle sue mani. Dopo l'affare D'Agostino e alcune operazioni non proprio esaltanti, i Della Valle non sono disposti a tollerare altri errori.

Corvino in questi giorni fa fatica a sorridere. È nervoso, arrabbiato. Snocciola i dati di questi sei anni (tre volte in Europa, una delle migliori difese del campionato, nell'ultimo girone di ritorno poche sconfitte) per spiegare che non capisce la depressione della città ('Ma come si fa ad essere depressi dopo quello che abbiamo fatto?'), e che si è soltanto chiuso un ciclo. Ma il progetto va avanti. Però il calcio guarda avanti. È fatto di oggi e di domani, mai di ieri. Il passato non conta, storia chiusa. Da un anno e mezzo la Fiorentina arranca, soffre ed è fuori dall'Europa.

La città è perplessa, delusa. Gli abbonamenti non decollano. La squadra è un gruppo con un bel po' di dubbi. E, soprattutto, non è quella che voleva Sinisa. Mancano un trequartista e un mediano per dare forma al 4-3-1-2 che ha in testa. Corvino lavora su questo. 'I soldi ci sono' ha detto Cognigni. I giocatori ancora no. Il ds solitario passa le sue giornate con l'orecchio attaccato all'iphone, da solo su una panca del centro sportivo dove si allena la Fiorentina. Qualcosa succederà, questo è certo, ma non si sa quando e non si sa cosa.

Senza dimenticare che ci sono anche due o tre situazioni interne ancora da risolvere. Frey e Montolivo, tanto per fare un paio di nomi. Sempre che non arrivi una bella offerta per Vargas o Gilardino. E poi la storia del capitano, un altro problema, un'altra vicenda gestita male. È un'estate difficile per Corvino, sempre più in bilico sull'incertezza che circonda la Fiorentina. Inutile guardare indietro, non serve. E come se non bastasse ci sono gli attacchi esterni da cui difendersi.

Gianfranco Teotino, responsabile della comunicazione della Fiorentina, sta facendo un gran polverone su Facebook. Ha sparato su Antognoni, parla delle strategie di mercato e della posizione di Jovetic. E in mezzo alle polemiche ci è finito anche Corvino, preso di mira da Galli e da qualche tifoso. Parole. Silenzio. La società vorrebbe un profilo più basso dal suo diesse - ecco un altro motivo per cui è arrivato Guerini - che dovrebbe concentrarsi solo sulle operazioni di mercato. E lì che si gioca il futuro di questo progetto.

Del resto la Fiorentina parte da un ipotetico settimo posto (è il risultato di un'indagine demoscopica sulla ripartizione dei diritti televisivi) e per entrare in Europa deve scalare almeno due posizioni, oppure vincere la coppa Italia. Tutto possibile, a patto che la squadra sia davvero competitiva e che gli acquisti siano funzionali all'idea tattica che vuole sviluppare l'allenatore.

E Pantaleo aspetta. Una telefonata, un'idea, una situazione che si sblocchi. Intanto passa le sue giornate in ritiro camminando avanti e indietro, o seduto sotto l'ombrellone, infilando milioni di parole nel suo telefono cellulare. Sempre da solo, in quel mondo dove i nomi si rincorrono e le certezze spariscono. In attesa di un guizzo, di un acquisto che cambi la storia. Sempre che sia possibile.

(La Repubblica - Edizione di Firenze)