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Anche Giuseppe Rossi non ha voluto esimersi dal riempire di elogi i due giovani protagonisti viola della gara col Torino. Ovvero Khouma Babacar, senegalese, classe ’93, autore del gol che ha regalato alla Fiorentina il pareggio, e Federico Bernardeschi, toscano di Carrara, classe ’94, autore dell’assist, dopo pochi secondi dall’ingresso in campo, che ha mandato a segno il compagno. "Lì davanti abbiamo due giovani con un gran senso del gol, non possiamo che esser contenti della forza e determinazione che hanno mostrato in campo" ha detto Pepito dopo averli ammirati in tv dalla sede del suo Fan Club a New York, dove sta ultimando la prima parte di riabilitazione. Le assenze di Pepito, Cuadrado (c’è ottimismo sul suo recupero per la sfida con l’Inter) e di Gomez, stanno inevitabilmente spazio ai baby d’oro cresciuti nel vivaio. Bernardeschi ha fatto tutta la trafila, dai Pulcini in poi, rifiutando l’invito di Ferguson a trasferirsi al Manchester United. Babacar è stato scoperto a 14 anni mentre si allenava a Pescara e portato a Firenze dove ha vinto il titolo con gli Allievi nazionali. La rete al Toro è arrivata quattro anni dopo la prima e ad ora unica realizzata in A: era il 30 marzo 2010, aveva 17 anni e con quel gol al Genoa diventò il marcatore straniero più giovane in assoluto nella massima serie. Sono seguite esperienze al Rancing Santader, al Padova e l’anno scorso al Modena, in B, dove ha messo a segno 20 reti. Un rendimento che ha spinto la Fiorentina a richiamarlo alla base e Montella a rifiutare tante richieste, tenerlo in rosa e dargli fiducia: l’attaccante senegalese è stato finora schierato titolare in 4 partite di campionato. Gli manca solo il debutto in Europa League che potrebbe avvenire domani in Bielorussia con la Dinamo Minsk. Nell’occasione, scrive il quotidiano Il Tirreno, Babacar potrebbe far coppia proprio con l’esterno di Carrara che ha già segnato in coppa (al Guingamp) ma per il quale sarebbe la prima da titolare. Pure Bernardeschi viene da una stagione positiva in B (12 reti in 39 gare col Crotone), dalla convocazione dell’allora ct della Nazionale Prandelli per uno stage pre-Mondiali in aprile a Coverciano e dall’ingresso in pianta stabile tra gli azzurrini dell’Under 21. Insomma, due talenti da tenere stretti grazie ai quali Montella può guardare avanti con fiducia e sta cercando di smaltire la rabbia per quelle critiche, ritenute eccessive e immeritate, che da tempo riguardano lui e la sua squadra