Commenta per primo

Per lui la gara contro il Palermo non sarà mai uguale alle altre. Cinque anni da protagonista in maglia rosanero, ha indossato anche la fascia del club siciliano, diventando un simbolo della formazione che ha in Maurizio Zamparini il suo 'deus ex machina'. C'è da capirlo dunque Giulio Migliaccio quando in queste ore nello spogliatoio viola, prima o dopo l'allenamento, si sta confidando con alcuni compagni sull'amarezza che proverebbe nel giocare magari, vincere con la sua attuale squadra, la Fiorentina, per un futuro piazzamento nelle coppe europee, e vedersi materializzare un incubo, ovvero costringero alla matematica retrocessione il Palermo. Piu' di Luca Toni che in Sicilia è stato di passaggio, Migliaccio conosce quasi ogni faccia degli storici tifosi rosanero, e vederli magari in lacrime nel dopo partita gli provocherebbe maggior dolore di quello che già non provi già internamente. Non un uomo insensibile il numero 21 gigliato, uomo del Sud che si affeziona ai posti in cui è vissuto ed è stato amato, anche e soprattutto Palermo. Con le incerte condizioni di Aquilani e Pizarro, si giocherà le chance di essere di nuovo titolare con Mati Fernandez, indossera' gli scarpini in cui ci infilera'pure i suoi sentimenti, la divisa viola che porta dalla scorsa estate e scenderà in campo, provando a cancellare una prospettiva, quella dell'incubo B per il Palermo, comunque vada a finire la gara del 'Franchi', sembra purtroppo una triste realtà