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Storia di un centravanti triste, di un carrarmato che a forza di rimandare l'appuntamento col gol rischia di rimanere a secco. Un'altra volta. El Tanque Silva è tornato in Italia per riprovare a sfondare, dopo l'avventura di dieci anni fa quando col Chievo collezionò 0 presenze e 0 gol. È tornato con uno score niente male, fatto di 115 gol in carriera, ma il suo periodo di adattamento - così lo chiamano - al calcio italiano rischia di durare fin troppo. Pagato pochissimo (Corvino non ha dovuto far altro che versare al Velez la clausola rescissoria di 1,7 milioni di euro) e con ingaggio low-cost (700mila euro annui, meno di un terzo di Gilardino), Silva detto il Tanque è arrivato a Firenze per fare il centravanti di scorta. I tifosi viola ne hanno fatto subito un idolo, un po' per la provenienza argentina, che subito evoca piacevoli ricordi, un po' per le sue esultanze da paura, disponibili - finora - solo su Youtube.

Eppure il Tanque le sue occasioni le ha avute, dal momento che l'infortunio di Gila a Udine gli ha spianato la strada per qualche domenica. Partito tre volte titolare, di gare intere ne ha disputate solo due: ma in quei 343' finora giocati i tifosi viola hanno visto un carrarmato scarico, volenteroso ma spesso impacciato. Quasi, ultimamente, da fare tenerezza. Non che il gioco (?) di Miha lo aiuti particolarmente, è vero, ma anche ieri nella partitella gli incitamenti e gli applausi dei tifosi per lui nascondevano una velata ironia. Il carrarmato viola ci ha provato in tutti i modi a sfondare il posto di blocco formato dalla difesa degli Allievi, ma il gol per oltre mezz'ora sembrava non arrivare neanche ieri. Poi negli ultimi cinque minuti ne ha fatti due: e l'ovazione forse più grande dei trecento tifosi è stata per lui. Come per dire: finalmente si è sbloccato. Almeno qui.

Il Tanque a Firenze si è comunque inserito bene. Esce con i 'sudamericani' del gruppo, con i vari Vargas, Felipe e Romulo. Vive in collina con la seconda moglie, Vanessa, mentre sua figlia Uliana, di 4 anni, è in Uruguay con la madre. Ama passeggiare per le vie del centro: i tifosi che lo riconoscono gli consigliano mille esultanze. Lui non vede l'ora di provarle, ma finora non ne ha avuta l'occasione. L'ultimo gol risale al 15 agosto, seconda giornata del campionato di Apertura argentino: Velez-Banfield 3-0, Silva sblocca il risultato su rigore. Nelle scorse settimane si era anche ventilata l'ipotesi di un pronto ritorno in Argentina, sponda Boca. Ma il Tanque ha detto 'no grazie', è tornato in Italia per sfondare e vuole riuscirci. Domenica, proprio contro quel Chievo sua ex squadra, si accomoderà ancora in panchina. Perché il titolare, si sa, è Gilardino. Ma il momento del Tanque, prima o poi, arriverà. Magari quando meno te lo aspetti.

(Il Nuovo Corriere di Firenze)