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Modulo 3-5-2: Munua in porta, difesa con Roncaglia, Hegazy e Compper; esterni Alonso a sinistra e Joaquin a destra, centrali di centrocampo Bakic, Mati Fernandez, Wolski, il duo Rebic – Ilicic in attacco. Se la Fiorentina otterrà quest'anno i risultati auspicati ad inizio stagione, vale a dire, come ha ricordato nelle ultime ore il tecnico viola Vincenzo Montella, ripetere quanto fatto l'anno scorso, divertirsi e divertire un pubblico sempre piu' appassionato alle gesta gigliate, senza limiti sportivi fra campionato ed Europa League, il merito sarà anche e soprattutto dell'undici sopracitato, cui si possono alternare elementi come Iakovenko in attacco, Vargas se come sembra verrà reintegrato gradualmente per il fronte sinistro, e Vecino - Olivera a centrocampo, tanto per non dimenticare nessuno.

Si, perché al di là della retorica che mostrano sempre gli allenatori nelle frasi ufficiali, nella Fiorentina il vero segreto per ottenere i traguardi prefissati è la compattezza di spogliatoio, ovvero zero o poche faccie tristi, tutti coinvolti, soprattutto le riserve e le riserve delle riserve.

Delle tante cessioni avvenute in casa viola nell'ultimo mercato, pochissime sono state le voci di elementi che lasciando Firenze hanno avuto da ridire sul loro scarso utilizzo la passata stagione, in un'annata che ha fatto tornare la Fiorentina protagonista decisa per i posti che contano del massimo campionato. 

Da questa stagione è entrato a far parte del gruppo che assiste il mister viola nel lavoro quotidiano fra terreno di gioco e fuori campo un motivatore che durante le riunioni tecniche impartisce delle nozioni sugli aspetti extracalcistici per una squadra di calcio. Una persona poliglotta capace di dare il proprio contributo a livello psicologico alla squadra, per far si che tutti si sentano importanti anche nella vita del giorno dopo giorno dello spogliatoio. Vincenzo Montella si è dimostrato nei primi 15 mesi a Firenze un passo avanti sotto tutti i punti di vista, dalla gestione tecnica, ai metodi di allenamento, fino appunto alla cura degli aspetti mentali degli atleti che ha a sua disposizione.

Indispensabile il lavoro di rifinitura specie degli uomini a lui più vicini, dal d.s. Daniele Pradé, all'amico e concittadino Nicola Caccia, suo collaboratore, che con colloqui singoli, tengono alta l'attenzione con battute, giochi prima e dopo gli allenamenti, ed iniziative come cene con le compagne, negli orari non di lavoro. L'idea di base è fare della Fiorentina una famiglia in cui chi apparecchia ha la stessa importanza di chi cucina, tanto per fare un esempio. Se uno come Ambrosini che ha vinto tutto, o Joaquin che sei mesi fa è arrivato alle soglie delle semifinali Champions, si sentirà felice di far parte del gruppo così come Mario Gomez, in questi primi 60 gioni di Fiorentina, dopo magari anche qualche tribuna, allora davvero la società gigliata potrà sognare in grande. Perchè certe vittorie nascono prima di ogni singolo fischio di inizio di partita.