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A Firenze, negli ultimi tempi, la tifoseria difficilmente ha passato momenti di gioia. Gli ultimi anni della gestione Della Valle e i primi due di quella Commisso sono stati a dir poco deludenti: mai oltre il decimo posto con i viola spesso in lotta nelle zone paludose della classifica. Quest’anno con la straordinaria stagione della Fiorentina di Vincenzo italiano, e il raggiungimento del settimo posto con la conseguente qualificazione ai preliminari di Conference League, si poteva pensare ad un’estate tranquilla e piena di sorprese sì, ma in positivo.
Niente da fare. A meno di 12 ore dalla decisiva vittoria contro la Juventus dell’ex Vlahovic è arrivata la prima doccia fredda: contro ogni aspettativa Lucas Torreira si è ritrovato con grandi possibilità di lasciare Firenze. Il regista uruguayano, che ha dimostrato sul campo di sposare a pieno il progetto della società ed il calore della tifoseria viola, molto probabilmente non sarà riscattato dall’Arsenal. Le dinamiche del calcio moderno ormai sono imprevedibili ma, con il giocatore che ha più volte ribadito la sua volontà di continuare a vestire la maglia viola, nessuno si sarebbe mai aspettato un epilogo del genere. Una situazione che forse, facendo tutte le dovute proporzioni del caso, a Firenze è già stata vissuta tanto tempo fa.
 
L’ILLUSTRE PRECEDENTE – Avellino, 16 Maggio 1990. La Fiorentina pareggia 0-0 nel ritorno della finale di Coppa Uefa contro la Juventus, dopo aver perso l’andata in modo rocambolesco e con molte polemiche, e si arrende a dover vedere il trofeo in mano ai bianconeri. Quello che poteva diventare un giorno storico per l’intera città, in poche ore si trasforma in un incubo. Il giorno dopo arriva la notizia che da tempo girava a Firenze sotto forma di voce: l’allora presidente viola Flavio Pontello annuncia la cessione Roberto Baggio, gioiello assoluto di quella squadra, agli acerrimi nemici. Il giocatore, riconoscendo l’affetto del popolo viola che lo ha adottato nel vero senso della parola, fino all’ultimo cerca di rimanere ma la volontà della proprietà prevale su tutto e tutti. Gli scontri e i tafferugli che seguono nei giorni successivi all’ufficialità sono storia.
 
DESTINI DIVERSI? - Le due trattative sono ovviamente diverse, sia in termini economici che di retroterra calcistico-culturale, ma è innegabile che tra esse ci sia un chiaro filo conduttore. Senza contare che, se per il Divin Codino l’epilogo è già noto, per l’uruguayano è ancora tutto da decidere, per quanto indirizzato. In entrambi i casi il giocatore è totalmente coinvolto nel progetto e “rapito” dall’intero ambiente viola che fino all’ultimo ha prova a ribaltare la situazione: 30 anni abbondanti fa Baggio che fino all’ultimo ha provato a convincere Pontello a resistere alle avances di Montezemolo, oggi Torreira che sia in campo che sui social ha dimostrato fortemente di voler restare alla Fiorentina. A Firenze è già esplosa la Torreiramania, con l’hashtag #riscattateTorreira che sta spopolando su tutti i social network. Quando la scorsa estate la Fiorentina ha annunciato di essersi assicurata il centrocampista in prestito con diritto per solo, se si pensa al suo rendimento stagionale, 15 milioni di euro, il duo Barone-Pradè veniva acclamato da tutti. In soli 12 mesi la situazione si è totalmente ribaltata. Adesso tocca alla dirigenza viola provare a ricucire lo strappo, per tornare a pianificare la prossima stagione senza ulteriori preoccupazioni.