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Il settore giovanile dell'Atalanta è uno dei migliori d'Italia e ogni anno la cantera nerazzurra sforna dei giovani calciatori interessanti che si affacciano al grande calcio. In esclusiva per Calciomercato.com ha parlato un'icona dell'Atalanta come Valter Bonacina, attuale mister della Primavera e giocatore della Dea dal 1986-91 e dal 1994-99. Il tecnico bergamasco ha "svelato" il segreto di questa società che ha nella programmazione la  sua carta vincente:

Mister in questa prima parte di stagione siete partiti molto forte: 10 partite giocate 9 vittorie e una sconfitta. E' lecito sognare per questa squadra? "L'obiettivo nostro è quello di fare bene, ma lo scopo non è vincere. Nel senso che noi vogliamo portare i ragazzi ai massimi livelli. Come dice sempre Favini meglio un titolo in meno ma scoprire dei ragazzi che poi faranno le fortune della prima squadra. Poi è chiaro che vincere fa sempre piacere ma un settore giovanile deve per prima cosa forgiare a livello mentale e caratteriale questi giovani".
 
Chi meglio di Lei conosce come lavora la società, ci può dire il segreto del vostro settore giovanile che è competitivo ogni anno? "Il segreto è quello di avere già delle basi solide a partire dalle categorie inferiori, programmare è importante. La mentalità è tutto e noi cerchiamo di farli crescere e maturare perchè poi verso i 17-18 anni devono essere pronti".
 
Premesso che vincere non è l'obiettivo primario, visti i risultati ci fa un pensierino per il double (campionato e Viareggio)? "Ci sono molte squadre più forti di noi: Inter, Milan, Juventus, Fiorentina, Napoli, Lazio. Io sinceramente non ci penso più di tanto, noi pensiamo bene a fare il nostro lavoro e a maturare partita dopo partita poi vedremo cosa succederà. Non è questione di vita o di morte la vittoria".
 
Premesso che per gli allenatori tutti i giocatori sono bravi, ce n'è qualcuno che la sta impressionando maggiormente? "Qualcuno che ha qualità maggiori rispetto agli altri c'è ma non ci si deve montare la testa perchè ne hanno ancora molta di strada da fare e devono crescere ancora. Questi ragazzi devono rimanere sereni e non fare voli pindalici".
 
C'è un giovane che si sta distinguendo particolarmente: il centrocampista Antonio Palma, classe '94, cosa ci può dire di questo giocatore? "Ha delle ottime qualità è bravo tecnicamente ha una buonissima visione di gioco, perde poco la palla ma può e deve migliorare ancora molto. Deve imparare a fare la fase difensiva, essere più presente nella manovra ma queste cose verrano col tempo, è davvero un ottimo calciatore".
 
Lei avuto la possibilità di conoscere Piermario Morosini visto che è cresciuto nel settore giovanile dell'Atalanta? "Io non l'ho allenato perchè quando lui era qui a Bergamo io stavo ancora giocando, però l'ho conosciuto. Che dire era un ragazzo fantastico, educato e buono, è stata una tragedia quello che è successo".
 
E sui cori beceri che gli hanno riservato alcuni tifosi del Verona che ne pensa? "A questa gente non bisogna dare ulteriore visibilità. Credo che si siano pentiti anche loro per quei cori terribili. Comunque è stato un episodio grave e spiacevole"
 
In Spagna non esiste il campionato Primavera, c'è la prima squadra e la squadra B, non pensa che sia una giusta soluzione da applicare anche all'Italia? "Effettivamente questa potrebbe essere un'ottima idea perchè i ragazzi avrebbero l'opportunità di misurarsi fin da subito con categorie molto dure. In Spagna a 17-18 anni giocano già con continuità ad alti livelli ed è normale qui in Italia è più dura per i ragazzi, ma credo proprio che questa potrebbe essere una buona soluzione".