Il trasferimento da oltre 180 milioni di euro di Kylian Mbappé dal Monaco al Paris Saint-Germain, concluso nell'estate 2017, continua a far discutere. A scatenare le polemiche, negli ultimi mesi, era stata la strana formula dell'operazione, un prestito con diritto di riscatto pronto a diventare obbligo in caso di salvezza del Psg. Ora sono delle nuove rivelazioni di Football Leaks, pubblicate da Der Spiegel, a riaprire il dibattito su quell'affare.

IL NO AL REAL - Il 20 luglio 2017, infatti, Real Madrid e Monaco avrebbero trovato un accordo per il trasferimento di Mbappé, con le Merengues pronte a pagare 180 milioni di euro più 34 di tasse per acquistare l'attaccante classe '98. Un affare bloccato dal diretto interessato, Mbappé, che decise di prendere tempo e "aspettare" il Psg. Che, puntualmente, il 31 agosto si mise in contatto col club del Principato per chiedere l'attaccante francese, col direttore generale Dimitri Vasyliev che chiese a quel punto la stessa somma offerta dal Real un mese prima. L'INGAGGIO OLTRE NEYMAR - Tante, poi, le tante richieste fatte da Mbappé al Psg al momento della stesura del contratto: cinque milioni di euro come "premio alla firma", più un ingaggio da dieci milioni di euro l'anno che il Psg ha preferito fosse "a crescere": dai sette milioni della prima stagione ai virtuali 12 del quinto e ultimo anno di contratto. A colpire è però una richiesta fatta dall'entourage di Mbappé e rifiutata dal Psg: l'inserimento di una clausola per cui, in caso di vittoria del Pallone d'Oro, il classe '98 sarebbe diventato il giocatore più pagato della rosa, superando anche gli oltre 36 milioni l'anno che guadagna attualmente Neymar.