Francia-Croazia 4-2

Francia
Lloris 5: Non può nulla sul gol di Perisic, ma si rifa nella ripresa dove si impone su tutti i cross croati a centroarea. Poi la papera, clamorosa, che rimette in partita la Croazia. Per sua fortuna dall’altra parte del campo c’è chi ha fatto peggio.
Pavard 5,5: In netta difficoltà su Perisic che lo salta quando vuole, paga lo scotto della finale.
Varane 6,5: Mandzukic è roba sua e per tutta la gara riesce a toglierlo dal centro dell’area.
Umtiti 6,5: Sempre pronto a raddoppiare e dare una mano in seconda battuta ai compagni.
Hernandez 5,5: Anche lui soffre le percussioni di Rebic, il giallo del primo tempo lo condiziona anche in fase di spinta.
Pogba 7,5: Finalmente, riecco il vero Paul Pogba. Un giocatore diverso da quello che abbiamo ammirato tutto l’anno, sempre più attento in fase difensiva che libero di accompagnare la manovra. E questo Pogba è il calciatore completo che tutti ci aspettavamo, quello che vale i 100 milioni spesi dal Manchester United. Assist, palle in verticale negli spazi e il gol del 3-1 la ciliegina sulla torta di quello che sarà il suo Mondiale.
Kantè 5: Il giallo rimediato nel primo tempo lo condiziona negli interventi in mezzo al campo ed è lui che si fa saltare secco da Perisic in occasione dell’1-1. All’ennesimo appoggio sbagliato Deschamps opta per il cambio (dal 53’ N’Zonzi 6: Entra per dare muscoli e quantità a centrocampo. Dal suo ingresso la Francia cresce e dilaga).
Matuidi 5,5: Tanti errori, troppi, in fase di impostazione, si sacrifica ma non mostra mai i proverbiali “tagli alle spalle dei difensori” che ne hanno caratterizzato la carriera (dal 72’ Tolisso 6 Meno fisico del compagno, si posiziona sempre al posto giusto chiudendo le linee di passaggio dei compagni).
Mbappè 7: La Croazia sceglie sempre di raddoppiarlo e triplicarlo e riesce a limitarlo, ma quando riesce a smarcarsi in campo aperto è imprendibile e il 4-1 incorona una prestazione da leader tecnico vero.
Griezmann 6,5: Il solito uomo a tutto campo che aiuta in fase di costruzione e si allarga per creare spazi per i compagni
Giroud 6: Tiene occupata la difesa della Croazia anche se raramente risulta efficace negli ultimi 20 metri. Sgomita e lotta ed è fondamentale nelle palle alte. (dall’ 80’ Fekir: 6 entra per gestire palloni scomodi e far rifiatare i compagni. Missione compiuta).
 
All. Deschamps 7: Bravo o fortunato? Entrambi perché se gli episodi sbloccano la gara è la gabbia creata attorno alle fonti di gioco croate a mandare la Francia nell’Olimpo del calcio mondiale. Con Zagallo e Beckenbauer scrive la storia vincendo il Mondiale sia da giocatore che da allenatore. Applausi.
 

​Croazia
Subasic 4: Tradito da Mandzukic sull’1-0, non è reattivo come al solito né sul rigore e men che meno sulle reti successive di Pogba e Mbappè. Che sia colpa delle scorie dell’infortunio subito contro la Danimarca? Poco importa la sconfitta finale è anche sulle sue spalle.
Vrsaljko 5,5: Bloccato e non al meglio, le folate offensive a cui ci aveva abituato nel corso del Mondiale non si rivedono in questa finale.
Vida 6,5: Uomo ovunque dà sempre una mano in raddoppio ai compagni. Sgomita lotta ed è anche sempre pericoloso in area di rigore avversaria.
Lovren 6: Si prende cura di Giroud e come la punta francese tende sempre più ad annullarsi ed escludersi dal gioco.
Strinic 5,5: Tanto positivo quando si stacca in aiuto dell’ala in fase offensiva, tanto in difficoltà in quella difensiva dove da solo non riesce ad arginare il cliente scomodo Mbappè (dall’81’ Pjaca sv)
Rakitic 5,5: Qualche giocata in profondità, qualche appoggio offensivo, ma anche lui fatica nel confronto diretto con la fisicità dei centrocampisti francesi.
Brozovic 5: Mai in partita, mai realmente al centro della manovra. Per lunghi tratti si fatica a trovarlo in campo.
Perisic 6,5: Il gol che rimette in partita la Croazia è un mix di potenza, qualità e rapidità. Attacca sempre gli spazzi, arriva spesso sul fondo ed è, di fatto, il croato più pericoloso. Peccato che sia lui lo sfortunato autore del tocco di braccio che, col var, regala alla Francia il rigore che dà il via alla vittoria finale.
Modric 4,5: Doveva essere la sua finale, quella che lo avrebbe consacrato nella corsa al pallone d’oro. E invece il fantasista del Real Madrid non è mai nel vivo del gioco, fatica ad imporsi stretto in una morsa da cui non riesce mai ad uscire.
Rebic 5,5: Un solo lampo nel corso della partita quando è Lloris a disinnescare il suo sinistro. Poi poco altro con la stanchezza e le gambe stanche che la fanno da padrone (25′ st Kramaric 6: Prova a dare vivacità fra gli spazi, ma la gara è compromessa e di occasioni vere non ce ne sono più).
Mandzukic 5: Tanto sfortunato sull’autogol che apre la gara, tanto bravo nel pressing su Lloris che porta allla papera del portiere che gli regala il 4-2. In finale segna sempre, ma a parte i due episodi la punta della Juve è lenta, macchinosa e raramente pericolosa. La stanchezza c’è e si sente tutta.
 
All. Dalic 5,5: La Croazia era stanca e si sapeva. Sugli episodi non può nulla, ma la gestione delle energie andava pesata meglio. Troppo tardivi i cambi e dopo 3 partite giocate fino ai supplementari chiudere con un cambio ancora da fare è da matita rossa.