Dionisi tredicesimo apostolo! Giuro che non sto dando di matto. Qui si parla di temi decisamente più pagani. Il sommo guida tutto e tutti. Siamo certi allora che anche i destini dello sport prevedono la supervisione di una figura sopraelevata al resto della compagnia.

Sul tavolo dell’ultima cena, usando un pizzico di immaginazione, c’è pure il buon Federico. Nella penultima uscita in Serie A allo “Stirpe” lui non tradisce. Entra, si guarda intorno e, alla fine, riesce ad insaccare per il gol della bandiera. Sotto la pioggia lui c’è, con il volto attonito per la sconfitta e la retrocessione, ma c’è e basta. Beghetto, dopo una serie interminabile di effimeri traversoni, mette al centro un pallone invitante. Il numero 18 prende la mira e di testa infila Musso.

A Livorno come a Salerno. In Italia come all’estero. Federico ha lasciato un ricordo fantastico ovunque sia stato, pure nel periodo trascorso alla corte dell’Olhanense in Portogallo. In A, in B, in C il goal è la sua vita. Se quel maledetto crociato non avesse fatto crack, oggi la storia sarebbe ben diversa. I vari Perica e Campbell forse non sarebbero mai arrivati in Ciociaria. Forse a gennaio non ci sarebbe stata la necessità di prendere un Trotta poco considerato. Forse Pinamonti avrebbe avuto un compagno di giochi più consono.  Ipotesi che, purtroppo, non troveranno mai una risposta. 

Ciano e DIonisi per la B sono un lusso. Tocca ora scegliere un terzo tassello. Confermo la validità di un tridente offensivo con l’ex Cesena alle spalle di due punte. Ciofani, eterno capitano, non potrà però reggere un’intera stagione da titolare. Torregrossa, Donnarumma, Coda e Okereke sono nomi che stuzzicano la fantasia.

Sognare si può ma senza esagerare. Ricordate l’acquisto di Andrea Cocco? Ecco, fate attenzione!