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16.35 - Nuovo colpo di scena: il Tar del Lazio ha respinto il ricorso della famiglia Piscitelli contro l'ordinanza della Questura di Roma sui funerali in forma privata dell'ex capo degli Irriducibili. Una decisione che ha scatenato la reazione della famiglia, in particolare della moglie, Rita Corazza, che ha parlato all'Ansa: "Alla luce della decisione del Tar, ribadisco che tutta la famiglia di Fabrizio domani non si presenterà al funerale. Ad oggi non ho neanche fatto il riconoscimento della salma di mio marito. Faccio appello a tutte le persone che gli volevano bene e intendevano dargli l'ultimo saluto di non presentarsi domani all'alba al cimitero Flaminio. Solo così possiamo rendergli giustizia e stringerci insieme in un unico dolore"​.


15.45 - Rischia di diventare una questione di ordine pubblico lo svolgimento dei funerali dell'ex ultrà della Lazio Fabrizio Piscitelli (in arte Diabolik), previsto per domani pomeriggio al cimitero di Prima Porta. Mentre gli inquirenti continuano a indagare sulla dinamica dell'omicidio avvenuto 5 giorni fa al Parco degli Acquedotti e proseguono le ricerche del killer, impazza la polemica tra i famigliari della vittima e la Questura di Roma, che ha imposto il carattere privato delle esequie. Una decisione contrastata da subito fortemente dalla famiglia (dopo le parole della moglie, è stata resa nota una lettera da parte delle figlie) e dal tifo organizzato, tra cui quegli Irriducibili di cui Piscitelli è stato punto di riferimento per molti anni.

Secondo Il Messaggero, esiste il forte timore che diversi ultras, anche quelli stranieri gemellati con i laziali, possano ignorare il divieto e sfilare durante il funerale. Un'ulteriore incognita è riservata dal ricorso presentato dalla famiglia di Diabolik al Tar del Lazio per poter salutare per l'ultima volta il loro caro in forma pubblica, un'eventualità che farebbe slittare in avanti l'evento. Da qui, sempre secondo quanto riferisce il quotidiano romano, potrebbe nascere una sorta di trattativa tra i parenti di Piscitelli e la Questura, per avere i funerali pubblici ma evitando la camera d'ardente e qualsiasi tipo di corteo.

Una situazione in divenire e ancora carica di tensioni e rancore, come si evince pure dalla lettera con cui Giorgia e Ginevra, figlie dell'ex capo degli Irriducibili, si sono rivolti alle istituzioni: “In un momento di così grande dolore, risulta incomprensibile come, a nostro padre, che non ha mai avuto condanne per associazione ed il cui killer ad oggi è ancora sconosciuto, il questore di Roma abbia deciso di applicare  gli stessi divieti di celebrazione del funerale che altri questori hanno applicato a personaggi di spicco della criminalità organizzata, ristretti fino alla loro morte in regime di 41bis OP.  I precedenti con la giustizia, debitamente scontati da nostro padre, contrastano con l'immagine distorta che si sta diffondendo, palesemente strumentale a giustificare la legittimità di un provvedimento, adottato dal questore nell'immediato della morte di papà, che non era sottoposto ad alcuna misura restrittiva della sua libertà. Riteniamo che la  tutela dell'ordine pubblico e della sicurezza dei cittadini di cui all'art. 27 co.2 TULPS non possa spingersi al punto di vietare che Fabrizio, nostro padre, assolto da ogni reato di associazione, abbia una cerimonia secondo l'ordinario rito funebre cattolico, all'interno della chiesa parrocchiale, che è per altro sottoposta alla giurisdizione della Santa Sede. Crediamo che chiunque al nostro posto, avvertirebbe, l'ingiustizia che, comprensibilmente, in un momento così drammatico ci sta arrecando ancora più dolore. Giorgia e Ginevra".