Un predestinato. Quando palleggiava con la maglia del Greifswalder, quando iniziava a fare sul serio con l'Hansa Rostock, quando ha fatto il suo debutto in Bundes con il Bayern (all'epoca il più giovane della storia dei bavaresi), quando vinceva titoli personali con le Under della Germania, la sensazione è sempre stata quella di ammirare un predestinato. E un fuoriclasse. E un vincenteE Toni Kroos è tutto questo. Marchiò la sua prima apparizione assoluta con la maglia del Bayern in Bundes (2007)con due assist per Klose; al debutto in Europa (Coppa Uefa nello stesso anno) ecco un altro assist per l'ex Lazio e un gol, contro la Stella Rossa. Il tutto dopo aver già messo in bacheca il "miglior giocatore nell'Europeo Under 17" nel 2006 e il "Golden Boot" nel Mondiale Under 17 l'anno successivo. Predestinato, scrivevamo...

CHE PALMARES! - Ha 28 anni, ma aveva già vinto tutto quando la carta d'identità ne segnava ancora 24. Il 13 luglio 2014, giorno in cui sotto il cielo di Rio de Janeiro alzava la Coppa del Mondo, vinta contro l'Argentina, Toni Kroos poteva già considerarsi tra i più vincenti della storia: un Mondiale, appunto; una Champions, una Supercoppa europea, un Mondiale per clubTutto quello che da bambino si sogna, tutto quello che"da uomo" è possibile vincere. Storia che, poi, è andata avanti. Già, perché dopo quel Mondiale decide di lasciare la sua Germania (dove per 18 mesi ha vestito anche la maglia del Bayer Leverkusen, in prestito dal Bayern) per il Real Madrid (30 milioni di euro, pensando al mercato di oggi un affare). E qua, ci risiamo: 3 Champions in 4 anni e tutto quello che ne consegue, Mondiali per club, Supercoppe, riconoscimenti e gloria. 

NON RUBA L'OCCHIO - Le copertine e i flash sono sempre per gli altri: Ronaldo BaleModric Di MariaGotze MullerKroos, in quei casi, viene citato, sussurato, fotogratato sì ma solo di contorno. Senza dire niente, stando in silenzio. E portando a casa, mettendo in bacheca, lucidando trofei e gioco. Sì, perché sarà poco appariscente, non avrà le accelerazioni di quelli là davanti, non avrà la fantasia di Luka Modric, non avrà gli strappi che poteva avere il Di Maria mezzala della Decima, tutta gente che stuzzica la fantasia e ruba l'occhio. Ma Toni è sempre al suo posto. Perfetto. Pulito. Geometrico. Grandissima tecnica, infinita visione di gioco. Del resto, lo dice lui stesso: "Non sono un tipo molto entusiasta, almeno in riferimento al gioco. Per me è tutta una questione di lavoro. Del resto, la costanza negli allenamenti e nel rendimento è il fattore che distingue i fuoriclasse dai grandi giocatori: i primi sono decisivi sempre, in ogni momento riescono a dare il meglio". Essere (vincente), non apparire (vincente).

E' IL PIU' FORTE DI TUTTI? - Difficile stabilire se sia, in assoluto, il più forte centrocampista al mondo. 
Anche perché ormai il ruolo ha subito un'evoluzione tale che ex trequartisti o "antichi" esterni d'attacco (Modric e De Bruyne, per citarne due) vengono spesso riutilizzati in versione più centrale, mezzale fantasione, con ottimi risultati. Sicuramente, però, Kroos è il centrocampista puro più forte d'Europa. E il più vincente. Cosa si intende per "puro"? E' quello su cui si appoggia il gioco: dettare i tempi, essere sempre al punto giusto, sbagliare il meno possibile e scegliere la giocata più intelligente. Il compagno sul quale appoggiarsi in fase di costruzione e al quale affidarsi quando la palla scotta e la testa rischia di andare in tilt. Gianni Brera scriveva: "Il centrocampista ha da avere istintivo o quasi il senso geometrico del gioco"E il tedesco, che segue sempre la ragione, ce l'ha. L'attaccante è istinto puro e divertimento, la mezzala è fantasia e spensieratezza, il centrocampista è geometria e lavoro. E Kroos lo fa meglio di tutti.

@AngeTaglieri88