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L'Atalanta torna all'Olimpico di Roma, a 5 mesi di distanza dall'amara notte della finale di Coppa Italia persa contro la Lazio. Che sarà domani pomeriggio nuovamente di fronte alla squadra di Gasperini che a Il Corriere dello Sport sottolinea di non essersi dimenticato di alcune discusse decisioni arbitrali prese in quella circostanza: “Il rigore non assegnato a noi è stato un episodio pesante come un macigno nell'economia della partita. Non mi sembrava un'azione che potesse prestarsi a nessuna interpretazione da tanto che era chiara, ma sono comunque riusciti a sbagliare. Il Var ha dimostrato la sua potenza individuando l'episodio, ma poi non è stata presa una decisione che poteva determinare una svolta nell'assegnazione della coppa”.

Atalanta come il Leicester, secondo Paratici: “Ha voluto farci un complimento, però sa benissimo che nella corsa per lo scudetto l'unica avversaria della Juventus è la Juventus stessa. Quella del Leicester è una cosa non ripetibile da nessuna parte del mondo, per questo è una favola. Noi comunque non pensiamo al loro esempio, i nostri pensieri sono più concreti e immediati. Percassi fa bene a dire che l'obiettivo deve essere la salvezza, perché è il primo step per puntare in alto. Terzo posto? Io non firmo per nulla”.

Qual è il segreto dell'Atalanta che, nonostante un monte ingaggi inferiore, è davanti a big come Milan, Napoli, Roma e Lazio? “Gli ingaggi non vanno in campo e non ti fanno vincere le partite. L'aspetto economico però è fondamentale, perchè ti costringe a vendere a 20-25 milioni di euro giocatori che le grandi potrebbero anche pagare di più. Nel calcio italiano non c'è meritocrazia e, se l'Atalanta arriva terza, quarta o quinta per tre stagioni di fila, non può accorciare il gap dalle big”.