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Il Milan all'esame Bologna per cancellare la sconfitta casalinga con il Benevento. Rino Gattuso presenta la sfida agli emiliani nella consueta conferenza stampa della vigilia, riportata integralmente da calciomercato.com.
 

SUL CONFRONTO CON LA SUA SQUADRA: 'Non c'è stato nessun confronto, abbiamo toccato il fondo e dobbiamo assumerci le responsabilità. Il primo responsabile sono io, ho strappato i biglietti per la Spagna, dove dovevo andare con la mia famiglia per annullare i due giorni di riposo. A qualcuno può non può piacere, per esempio a mia moglie, ma me ne sbatto. I due dirigenti sono sempre in contatto con me, era il minimo che stessero qua, per fare capire gli scenari. E' giusto che ognuno di noi sappia, io mi gioco il posto, tutti si giocano qualcosa, i giocatori e i dirigenti'.

PERCHE' IL MILAN NON SI SA ADATTARE AGLI AVVERSARI: 'Noi non possiamo pensare che possiamo fare una pressione ultra-offensiva, dobbiamo giocare su quello che sappiamo fare. Cinque-sei mesi vedevate le stesse cose, dobbiamo giocare da squadra organizzata, giocare di reparto. Non ognuno interpretazione personale, come abbiamo nell'ultimo periodo. E' vero che non vinciamo da 40 giorni, però che squadre abbiamo affrontato prima di Benevento? Se non concedi un tiro a Higuain, cali di concentrazione con giocatori normali allora è una questione di mentalità. Cosa racconta la storia del Milan negli ultimi anni? Sento dire che è sempre stato così, a me non interessa, è troppo facile. Ci dobbiamo assumere le responsabilità, io ci metto il mio faccione'.

SUL PARTITA DI DOMANI: 'Dopo il Benevento ho detto di non aver visto l'anima e si vedeva che l'interpretazione era pessima, giocavamo da singoli e non da squadra. Da mesi vi dico che questa squadra se non gioca in certi modi, fatica contro chiunque. Siccome i giornalisti li fate voi, sto dicendo cose giuste o sbagliate? È vero che siamo quelli che hanno giocato di più e non sentiamo al top, ma stando organizzati bisogna capire i pericoli. Serve organizzazione, quando abbiamo giocato con umiltà abbiamo sempre fatto grandi cose. Se iniziamo a pensare che siamo fenomeni, senza anima e senza voglia, facciamo queste figure. E la cosa che più mi fa incazzare è che questi segnali negativi in allenamento non ci sono, poi in partita appaiono. Noi siamo forti, ci manca qualcosa per crescere ulteriormente, ma siamo giovanissimi e possiamo aprire un ciclo se becchiamo quelle tre o quattro scelte corrette. Serve cambiare in testa, parte tutto dalla testa e dalla mentalità. Ora ci manca questo'.

SU MIRABELLI: 'Chi di dovere lo ha tranquillizzato, è vero che ha preso 11 giocatori, il suo lavoro non è tutto da buttare. Chi di dovere gli ha detto quello che gli doveva dire, finisce Mirabelli e inizia un'altra roba e così via. In questo momento di tutto quello che succede ogni giorno per me non conta, io voglio vedere negli occhi chi lavora per la squadra. La tensione può far perdere credibilità agli occhi dei ragazzi, ma io voglio riportare, con le difficoltà, il club dove merita. Io devo guardare il mio orticello, quello della mia squadra. Adesso siamo diventati tutti dei mostri, prima eravamo dei Brad Pitt. Io non vado alla ricerca di alibi, prima si vinceva e funzionava tutto. Quando c'è coesione diventa tutto più facile, noi dobbiamo farci riempire la testa di Mirabelli o del rifinanziamento, dobbiamo pensare al campo'.

SULLA DELUSIONE DELLA SQUADRA: 'E' fisiologico un calo, dopo tutto quello che abbiamo vissuto, le emozioni che abbiamo provato. In questo momento non abbiamo tempo di pensare che abbiamo perso un obiettivo, noi ci stiamo giocando ancora tanto, non possiamo staccare la spina. Oggi vi volevo portare i segnali, gli allenamenti di un mese e quelli di oggi, sono due robe diverse. E' vero che qualcuno sta soffrendo, adesso la squadra riesce a sopportare picchi ma non basta, Io non vengo la mattina a timbrare il cartellino e via, serve capire il compagno, serve capire se tutti abbiamo l'occhio della tigre, serve capire che se c'è pericolo la corsa va fatta prima, Questa è una squadra viva, deve ritrovare la vittoria che manca, ma questa è una squadra che lavora. Per tre mesi non hai mai perso, adesso sono 40 giorni che non vinci. Ma c'è una motivazione perchè non hai vinto le partite, con più cinismo ed esperienza le portavi a casa. Ma sempre ma se, ci è mancato poco. Dobbiamo crescere su questo, a livello di mentalità, mi ci metto anche io dentro'.

SULLE PRESSIONI: 'Io non parlo di questo, ma ad essere compatti. Anche chi rappresenta la società dica una parola in meno con voi, essere bravi nel gestire bene questo momento. Le chiacchiere da bar non ci portano a nessun posto, solo all'inferno. Poi a fine stagione la società vede i risultati e giudica, non c'entrano nulla i tre anni di contratto, Ma questo vale per tutti, per il direttore e per il capo della comunicazione. Se a livello comunicativo qualcosa non funziona le responsabilità le ha chi di dovere, cosi nei conti allora Fassone o con la squadra Mirabelli. Funziona così'.

SULL'ATTEGGIAMENTO CHE CAMBIA SPESSO DELLA SUA SQUADRA: 'L'inizio partita contro il Benevento la nostra pressione è stata fatta venti metri più alta, al di là delle due punte. Abbiamo fatto 42 cross senza mai prendere una palla di testa, non abbiamo mai attaccato il primo palo. E' vero che le migliori partite nostre le abbiamo fatto chiudendo le linee di passaggio ma stiamo cercando di cambiare qualcosa. Facciamo il solletico agli avversari, stiamo facendo qualcosa di diverso e non è vero che usiamo solo un modo di giocare, Dobbiamo essere cattivi negli ultimi venti metri, l'attacco porta non è perfetto, pochi i tagli con le mezzali. Io sono incazzoso, non posso venire qui con la faccia da ebete e sorridere, non posso raccontare le barzellette. Non basta quello che stiamo facendo, è il minimo non dare i due giorni di riposo. Non sono deluso, lo sono solo di me stesso che non sono stato bravo abbastanza a far cambiare la mentalità alla squadra. Abbiamo da fare una finale di coppa Italia'

SU CALHANOGLU: 'Hakan ha caratteristiche uniche, nessuno ha ciò che ha lui. Il problema è che in queste settimane ha avuto qualche problema, si è allenato in questi giorni e ci darà una mano. Ma non ho bisogno di ritrovare Hakan, ho bisogno di ritrovare tutta la squadra. Voglio vedere quei ragazzi che mi hanno permesso di rivedere grandi prestazioni, hanno capito l'errore e non dobbiamo dimenticarcelo. Anche i qualitativi devono mettersi a disposizione degli altri, da soli non fanno niente'.

SULLE ROTAZIONI: 'Quando comincia la partita lo vedremo, per me vale come si allena la squadra durante la settimana, ve l'ho dimostrato con Andrè Silva. Ha fatto due gol poi non ha giocato, non posso fare il pirla, mi baso molto su quello che viene fatto durante la settimana'.

SU BIGLIA: 'Se stiamo dietro a Biglia per mentalità, lui voleva già fare la bici due giorni fa, ma dobbiamo essere seri e frenare in questo momento. Se ascoltiamo Lucas, che ha una grande voglia e senso di appartenenza, non faremmo il suo bene'.

SU ROMAGNOLI: 'E' da quattro giorni che ha ripreso a correre, settimana prossima farà sedute solo atletiche poi vedremo come starà. In questo momento le cose stanno andando bene, lo valutiamo settimana prossima'.

SUI KO CON LE RETROCESSE: 'Dopo mi dite perchè sono incazzoso, pensa se venivo qui con la faccia sorridente... Non è un caso, non posso sentire che è sempre così. Anche io devo farmi delle domande e darmi delle risposte, dipende dalla mentalità che hai. Dobbiamo lavorare su questo'.