Il gol di Bruno Alves fa passare una pessima Pasqua a Gattuso e a tutti i milanisti. La gara di Parma doveva essere affrontata come una partita-chiave della stagione e invece i rossoneri sono scesi in campo con un atteggiamento inaccettabile, figlio anche di alcune scelte incomprensibili dell’allenatore. Sia nella formazione iniziale sia nelle sostituzioni. La sconfitta della Lazio in casa contro il Chievo non deve far gioire il Milan, anzi deve farci rendere conto che nelle ultime 6 partite la squadra di Gattuso è riuscita a battere, peraltro a fatica, solo una squadra allo sbando come i biancocelesti. Il Milan di Parma è stato lo stesso del derby, di Genova e del pareggio interno contro l’Udinese, davvero troppo poco per meritarsi la Champions League. Anche se gli avversari fanno di tutto per aspettarlo in classifica.

Sembrava che l’inserimento di Borini fosse la mossa tattica decisiva per la svolta, ma bisognava rendersi conto che al di là delle elucubrazioni dei tecnici o presunti tali, Borini resta pur sempre Borini. E purtroppo i limiti vengono fuori nelle partite meno indicate e nei momenti meno indicati. Ed è cosi che il buon Borini, pupillo storico di Mirabelli, decide che all’87esimo della partita decisiva per la stagione è il caso di provare a rinviare non solo il pallone, ma in mancanza di quello, anche il giocatore del Parma. Commettere un fallo di quel tipo, con quell’imprudenza, al limite dell’area, all’87esimo minuto è una follia dal punto di vista tecnico. Quasi quanto battere l’ultimo calcio d’angolo della partita come se si trovasse in un campo da rugby. Borini rimane Borini, l’importante sarebbe rendersene conto e utilizzarlo per quello che può dare. Cosiccome sarebbe il caso di accorgersi che questo Suso è davvero impresentabile, cosiccome sarebbe giusto ricredersi definitivamente sul valore di Calhanoglu. E’ inutile cambiargli le posizioni in campo, il valore rimane quello, sarebbe ora di smetterla di intestardirsi e continuare a considerarlo un grande giocatore. In tutto questo rimane incomprensibile il motivo per cui Gattuso non veda proprio Paquetà, di gran lunga il giocatore più forte della rosa. Anche stavolta non lo mette in campo nemmeno per un minuto. E davvero non si capisce il perché. Di tutte queste scelte Gattuso risponde e risponderà a fine stagione. Ma non adesso. Questo è il momento in cui la società deve mantenere calma e lucidità. Discutere o ancora peggio delegittimare o ancora peggio esonerare Gattuso adesso sarebbe una follia.

Tipo quella commessa da Berlusconi quando cacciò Mihajlovic in prossimità della finale di Coppa Italia. Quindi Leonardo la eviterà sperando che con un po’ di fortuna e un po’ di aiuti degli avversari il Milan riesca ad agganciare questo benedetto quarto posto. La stessa fortuna che ci ha accompagnato finora, anche a Parma, dove stavamo vincendo senza mai tirare in porta con un cross di destro di Suso e un colpo di testa involontario di Castillejo. Dopodiché, a fine anno, se tutto andasse bene, Leonardo dovrà mantenere la stessa lucidità e sostituire un allenatore bravo, corretto, onesto, al quale siamo tutti legati  e riconoscenti, ma che, ci perdoni Gattuso, non è adatto a guidare un Milan che ambisce a tornare nel gotha del calcio europeo.