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"Addio in caso di Champions? Non sta a me dimostrare ciò che ho fatto, parlano i numeri". Gattuso ringhia alla vigilia della sfida con il Frosinone, ultima a San Siro per il Milan in questa stagione e prima di due partite che il Diavolo deve obbligatoriamente vincere per sperare nella rimonta all'Atalanta, impegnata dall'insidiosa trasferta di Torino contro la Juventus. Testa al campionato e a due appuntamenti da non fallire, ma c'è spazio anche per il futuro della panchina rossonera e di Rino, che in conferenza alza la voce e si aggrappa ai numeri per rivendicare la qualità di un anno e mezzo di lavoro: "Dal post Allegri, prendiamo tutti i punti fatti e paragoniamo ad ora. Ci sembra qualcosa normale ma non lo è, questa squadra sta facendo cose buone, il campionato che doveva fare. Si parla di noi come se fossimo noni o decimi, invece siamo ancora là", così Rino difende la propria squadra ed esclude la parola 'fallimento' in caso di mancata qualificazione alla Champions, ma allo stesso tempo evidenzia un dato positivo rispetto ai suoi predecessori.

PARLANO I NUMERI - I numeri effettivamente giocano a favore di Gattuso: 106 punti conquistati in 60 partite alla guida del Milan, che potrebbero diventare 112 in 62 qualora vincesse le partite contro Frosinone e Spal: media di 1,766 punti a partita (potrebbe salire a 1,806), la migliore tra i tecnici che hanno allenato i rossoneri per almeno una stagione nel dopo-Allegri (che aveva media di 1,924 punti). Davanti a Montella (1,596) e a Inzaghi (1,368), davanti anche a Mihajlovic (1,531) e a Brocchi nella sua breve esperienza (1,333): meglio di Rino ha fatto solo Clarence Seedorf ma in mezza stagione, nel girone di ritorno del 2013/14, conquistando 35 punti in 19 partite (1,842). Tale score non bastò all'olandese per raggiungere la qualificazione a una competizione europea o per garantirsi la conferma in panchina, scenario simile potrebbe ripresentarsi con Gattuso, il cui futuro appare lontano dal Milan, a maggior ragione senza l'accesso alla prossima Champions League. Gattuso, comunque, rivendica la bontà dei propri sforzi, aspetta a testa alta il verdetto e passa la palla a Leonardo, Maldini e Gazidis: "Io penso solo ad allenare e fare punti, dopo chi mi deve giudicare lo farà".