57
Il caos al Milan è deflagrato in maniera fragorosa e per certi versi inaspettata. Perché, se il malessere tra l'amministratore delegato Ivan Gazidis e i due responsabili dell'area tecnica Paolo Maldini e Zvonimir Boban era arrivato a livelli di guardia già da qualche settimana, non era prevedibile uno sfogo di queste proporzioni da parte del dirigente croato. Un'escalation in negativo che può avere ripercussioni anche sul futuro di alcuni giocatori per i quali è stato determinante il contributo di Maldini e Boban.
DILEMMA IBRA - Begovic, Kjaer e Ibrahimovic sono i tre elementi di esperienza che il Milan ha acquisito nel mercato di gennaio e che hanno regalato a Pioli maggiore consistenza e maggiori certezze in questo primo scorcio di 2020. Tre operazioni di mercato, soprattutto quella che ha riportato in rossonero il campione svedese, che difficilmente sarebbe andata compimento senza l'opera di convincimento del direttore dell'area tecnica e del suo braccio destro. A questo punto, non casualmente i due hanno posto l'attenzione sulla necessità di avviare sin da ora la discussione per prolungare per un'altra stagione la permanenza a Milano di Ibrahimovic, una mossa che evidentemente non incontra i favori di Gazidis, più propenso a portare avanti la linea giovane dettata da Elliott.

L'IDEA DI RANGNICK - Una politica pronta a ricevere un nuovo impulso con l'avvento di un personaggio come Ralf Rangnick, abilissimo scout di profili da forgiare e poi lanciare in pianta stabile, prima di raccogliere i frutti con generose plusvalenze. Un business plan che non si sposa nemmeno con giocatori come Begovic e Kjaer, entrambi over 30 con pochissime possibilità di essere rivenduti successivamente per fare cassa. Da qui nasce lo scontro ideologico tra Gazidis e la coppia Maldini-Boban, che costringerà il Milan a ripartire nuovamente da capo e a rivedere in maniera drastica anche le proprie strategie di mercato estive.