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Parliamo chiaro, come sempre. Senza prendere in giro nessuno. Sta volgendo al termine l’ennesima stagione deludente (per usare un eufemismo) del Milan e ci stiamo preparando all’ennesimo ribaltone dirigenziale con Maldini e Boban destinati all’addio per fare posto al nuovo management teutonico scelto da Gazidis e imperniato sul Rangnick. La scelta ci sembra per l’ennesima volta illogica e sperimentale, ma probabilmente se Gazidis fosse stato un condottiero illuminato e degno di fiducia non se ne sarebbero andati un anno fa Leonardo e Gattuso.

Asteniamoci per il momento dall’approfondire e dal commentare la scelta strategica di cambiare ancora una volta tutto il management. Concentriamoci su un altro aspetto, quello della continuità di gestione, che manca ormai da tantissimi anni in casa Milan. Più o meno da quando è stata eretta... Dal punto di vista tecnico e manageriale ogni anno si butta via tutto e si riparte da zero. E’ il modo migliore per fallire anche l’anno successivo. Ergo: che cosa salvereste voi di questa deludente stagione? La risposta è fin troppo facile e si racchiude in 4 lettere: Ibra. Lo svedese, seppur 38enne, ha infuso nella squadra uno spirito e una professionalitá ormai dimenticati da tempo. E’ stato fondamentale per la crescita di numerosi giocatori e ha svolto la funzione piú di un allenatore che di un compagno di squadra. Considerando l’impatto che ha avuto Ibra sul Milan sarebbe a dir poco scontata una sua conferma per l’anno prossimo. Chiunque ripartirebbe da Ibra per utilizzarlo come “chioccia” per costruire i giocatori del futuro. E invece no. Gazidis, che aveva a lungo osteggiato il suo ritorno e ha dovuto cedere “obtorto collo” alle pressioni di Boban e Maldini, non vorrebbe rinnovare il contratto dello svedese.
La mia paura è che Ibra se ne vada, che non voglia più restare agli ordini di Gazidis e company, soprattutto se dovessero lasciare la barca anche Boban e Maldini. E che Gazidis non fará nulla per trattenerlo. Consideriamo poi che oltre al rinnovo contrattuale di Ibra sono sul tavolo anche quelli di Bonaventura e soprattutto Donnarumma, i 3 big della scuderia Raiola a Milanello. Non so perché ma il “ritorno” di Raiola degli ultimi mesi dopo i famosi anni della “deRaiolizzazione” che risaliva addirittura ai tempi di Barbara Berlusconi, sembra destinato a concludersi molto presto. Non so se per scelta dei dirigenti rossoneri o per volere del potente procuratore che, come disse due anni fa ai tempi dei “cinesi”, non riesce a “capire quali siano i progetti del Milan”. Come dargli torto? Qualcuno di noi tifosi è riuscito a capirli?