Commenta per primo
Un anticipo di Mondiale con un po' di rossoblù in prima fila. Mimmo Criscito è seduto tra De Rossi e Diego Milito con le sue scarpe in mano e un futuro ancora da decidere. Sorrisi, paroline nell'orecchio del Principe e un abbraccio finale con Iaquinta. Lo vuole la Juve, forse il Milan, magari l'Inter. Ma lui ora ha il Genoa in testa e una maglia azzurra da conquistare. Il suo Genoa 'ha giocato una stagione positiva. Peccato per non essere riusciti a tenere l'ottavo posto. Ma abbiamo avuto troppi infortuni per poter essere quelli della passata stagione'. Colpa anche della partecipazione all'Europa League? 'Non eravamo abituati a giocare una partita ogni tre giorni, e se non sei preparato a questo in campionato incontri delle difficoltà. E noi le abbiamo incontrate, specie in trasferta. Abbiamo subito troppe reti, ma questo non credo possa essere un difetto. È la nostra mentalità, siamo una squadra che attacca anche con i difensori. Il prossimo anno bisogna fare meglio'. Parla da genoano: vuol dire che resta a Genova? 'Ora lo sono, poi a giugno vediamo. Sono in comproprietà al 50% tra Juve e Genoa, vedremo…'. Conosce Del Neri e Marotta? 'Sì, li ho incontrati anche fuori dal campo. Ma devo solo aspettare una decisione delle due società. Ora preferisco concentrarmi sulla Nazionale'. Martinez e Biagianti sono giocatori da Genoa? 'Sono due giocatori importanti con grande qualità. Martinez è perfetto per giocare da esterno nel nostro modulo. Biagianti è un centrocampista con grandi doti tecniche. Sì, penso che siano da Genoa'. Che effetto fa avere la Sampdoria a +16? 'Brutto. Sapere che loro sono in Champions e noi fuori dall'Europa dispiace, meglio non pensarci. Hanno meritato quello che hanno ottenuto'. Del Neri alla Juve, Gasperini resta a Genova. Cosa ne pensa? 'Credo che il Gasp abbia fatto benissimo in questi anni. Se il Genoa è tornato in alto, il merito è suo'. Può essere un vantaggio non avere l'Europa? 'Ci concentreremo sul campionato e sulla Coppa Italia. Avremo meno impegni, più tempo per tornare a fare una grandissima stagione'. (Il Secolo XIX)