Testa prima al campionato, poi all'Europa League. A tre giorni dal pareggio con la Fiorentina la Juventus è di scena a Genova contro il Genoa, che ha battuto i bianconeri una sola volta nelle ultime 20 sfide (3-2 nell’aprile 2009) e ai quali ha segnato un solo gol nelle ultime tre occasioni al Luigi Ferraris. 
Anche in una notte dove il Genoa gioca una grande partita, di corsa, di intensità, di qualità, la storia si riscrive, la Juventus vince ancora, grazie ad una magia su punizione di Pirlo a due minuti dalla fine, dopo un match decisamente sottotono. Conte sceglie la formazione titolare, fatta eccezione per gli infortunati Tevez e Barzagli, ma la sua Juve non gira. Osvaldo si fa notare solo per due gol annullati per fuorigioco (nel primo l'ex punta della Roma era in posizione regolare), Vidal sembra un pesce fuor d'acqua, Llorente non incide. Nella ripresa il Genoa cresce e ha l'occasione per passare, Vidal devia con la mano in area di rigore un cross di Motta, Calaiò dal dischetto si fa ipnotizzare da Buffon (20esimo rigore parato della sua carriera). Il pareggio è il risultato più giusto ma il Genoa non ha fatto i conti con Pirlo. Punizione dal limite e pennellata sotto il sette. Vince la Juve, vola a +17 sulla Roma e mette le mani sullo Scudetto.