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GENOA-SASSUOLO 2-2
 
Sirigu 6,5:
 impotente davanti agli attaccanti di un Sassuolo che spuntano da ogni dove, si supera con un intervento strepitoso al 43’ su Djuricic, tenendo in piedi la baracca rossoblù. Nel secondo tempo svolge senza affanni l'ordinaria amministrazione.
 
Biraschi 4,5: Djuricic e Raspadori lo puntano costantemente, trovando in lui il ventre molle di una difesa che fa acqua da tutte le parti. Lascia il campo malconcio ad inizio ripresa, aggiungendo il danno fisico a una gara già di per sé estremamente negativa.
(dal 6’ st Cambiaso 7: Ballardini lo lascia fuori a sorpresa. Lui non si scompone e quando scocca il suo momento dimostra con i fatti che la scelta del tecnico non è stata quella migliore. Esemplare).
 
Vasquez 6: malgrado sia tornato dal Messico da meno di 48 ore, Ballardini decide ugualmente di farlo esordire in rossoblù. Scelta dettata più dalla necessità che da una reale convinzione in un giocatore che mostra di avere basi tecniche importanti ma lacune tattiche altrettanto evidenti. Riscatta un primo tempo disastroso con un ripresa in cui prima salva il possibile 1-3 e poi timbra il definitivo 2-2.
 
Criscito 6,5: i primi due gol del Sassuolo arrivano entrambi dalla sua corsia. Più per colpa di Fares, però, che sua. Anzi il capitano con la sua esperienza e la sua classe appare l’unico in grado di reggere là dietro il confronto con gli avversari. Anche quando Ballardini lo sposta al centro della retroguardia.
 
Sabelli 5: preso in mezzo dalle iniziative di Djuricic e Raspadori passa una mezzora tremenda. Poi Ballardini decide di alleviargli il pomeriggio mandandolo anzitempo sotto la doccia.
(dal 32’ pt Ekuban 6: entra subito con il giusto piede, portando verve a un Grifone fino ad allora sonnolento. Nella ripresa spreca malamente per due volte l’occasione del pareggio. Dà l’impressione di essere eccessivamente istintivo facendo le cose migliori quando non deve rifletterci troppo).
 
Toure 6: tanta legna in mezzo al campo ma i piedi sono quello che sono. Di legno anch’essi.
(dal 31’ st Behrami 6: solito finale da mestierante).
 
Badelj 5: si fa contagiare anche lui dal grigiore generale che lo circonda, perdendo palloni che solitamente smisterebbe con precisione chirurgica ad occhi chiusi. Ballardini ne comprende il disagio risparmiandogli la ripresa.
(dal 1’ st Kallon 5,5: anarchico tatticamente ma anche tecnicamente. Il ragazzo si farà, per dirla alla De Gregori. Il problema è che il Genoa ne avrebbe bisogno già ora).
 
Rovella 6: luci ed ombre per l’Harry Potter rossoblù. Ad alcune belle iniziative in fase di impostazioni alterna errori da matita rossa in ripiegamento. Però disegna l'angolo che Vasquez sbatte in rete.
 
Fares 5,5: leziosità a doppio taglio. Le sue giocate creano alternativamente danni e benefici. Tra quest'ultimi la palla che telecomanda sulla testa di Destro in occasione dell'1-2.
 
Pandev 5: scalda le mani a Consigli dopo aver sonnecchiato per 38’. Nel secondo tempo reclama un rigore piuttosto evidente. Le primavere sulle sue spalle sono tante e tutte onorate al meglio. Chiedergli di dare il massimo per oltre un'ora forse è una pretesa eccessiva.
(dal 31’ st Caicedo 6: entra in campo osannato come Cesare dopo la guerra civile da un popolo che a lungo ha atteso il suo avvento. Un'accoglienza che lo esalta, malgrado non sia al massimo della forma. Dà il la all'azione che porta all'angolo del pareggio).
 
Destro 7: one shot, one kill. Timbra il cartellino al primo pallone toccato, riaprendo una gara che sembrava già chiusa dopo meno di mezzora. Si ripete in fotocopia poco dopo, ma il Var lo pizzica in fuorigioco. Per lui cinque centri in cinque partite. 
 
All. D. Ballardini 5,5: il suo Grifone si conferma fragile come il cristallo, soprattutto nei primi 45 minuti. L’emergenza difensiva a cui deve far fronte non può bastare per giustificare l’assoluta mancanza di idee e di gioco che i suoi dimostrano dal centrocampo in su. E le sue scelte, come quelle di escludere Cambiaso e puntare dal primo minuto su Pandev, contribuiscono in maniere negativa. La scossa comunque arriva anche stavolta. Ma concedere mezzora e un doppio vantaggio agli avversari non è certo la strada migliore per raggiungere la salvezza.