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E' lo straniero da più tempo domiciliato in Italia, essendo arrivato nel Belpaese poco più che ragazzino ad inizio millennio.

A vederlo correre per il campo, però, le 36 primavere che Goran Pandev si porta sulle spalle appaiono quasi come un errore dell'anagrafe. Perché benché abbia vinto tutto il Re di Macedonia conserva la stessa umiltà di quand'era adolescente e sognava di giocare e vivere nel campionato più del mondo: “Da ragazzino volevo fare strada - ha raccontato il fantasista del Genoa a Serie A Inside, il magazine che promuove il nostro campionato all'estero - L’esperienza ha portato più serenità, rispetto all’ansia dei primi anni. Ho realizzato un sogno. Come quello di acquisire la cittadinanza italiana dopo 18 anni. Vivere in Italia mi ha cambiato la vita".

Ma l'attenzione di Pandev non è rivolta solo al passato. Nel suo presente c'è infatti un Grifone da salvare, magari assieme a quel Thiago Motta con il quale prima di ritrovarselo in giacca e cravatta nello spogliatoio ha condiviso i successi del triplete nerazzurro nella stagione di grazia 2009-2010: "Il mister sta dando la sua impronta e infondendo alla squadra fiducia. E’ stato un grande calciatore, è una bravissima persona. In questo ruolo può dare tantissimo. Ho passato con lui alcuni dei migliori momenti della carriera. Ricordo la sua grinta all’Inter: ci caricava tutti”.