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Deferito per avere trattato Milito e Motta all'Inter con Moratti. Notizia (la trattativa) vecchia di un anno, firmata regolarmente da altri dirigenti del Genoa abilitati a farlo e non sotto squalifica (i contratti sono regolari, non ci sono rischi di penalizzazioni societarie). Ma il deferimento di Enrico Preziosi e Massimo Moratti rilancia un aspetto, non ancora chiuso e dai più dimenticato, di Genoa-Venezia con il conseguente tracollo giudiziario. Alla Procura di Roma è infatti ancora pendente (contro ignoti) il procedimento (con l'archiviazione bocciata due volte dal Gip) nato dopo gli esposti dello stesso Preziosi: la sentenza finale della Caf dell'8 agosto 2006 non è mai stata pubblicata, e tantomeno i carabinieri che erano stati incaricati di reperirla, ne hanno trovato copia.

Di fatto quindi venne spedito via mail un comunicato con la conferma della squalifica di Preziosi e la condanna del Genoa, contenente il riferimento alla 'pubblicazione' e firma dell'allora presidente Figc Carraro e del segretario Ghirelli. Ma né all'albo 'pretorio' federale né in altri archivi è stato reperito l'originale della sentenza. Per cui, di fatto, la procura sportiva fa riferimento a una sentenza che non è stata (a differenza, per esempio, di quanto accaduto per Calciopoli) nemmeno letta pubblicamente e della quale manca l'atto principe: l'originale con relative firme originali.

(Il Secolo XIX)