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Mattinata particolare quella vissuta oggi da Sandro.

Il centrocampista brasiliano del Genoa si è infatti presentato presso l'istituto comprensivo Elsa Morante di Teglia per incontrare alunni e insegnanti di una delle scuole più colpite dalle conseguenze del crollo di Ponte Morandi.

L'occasione è stata buona anche per parlare della sua situazione fisica dopo il recente infortunio alla coscia destra che lo terrà fuori per almeno due o tre settimane: "Corro già. Per il derby spero di essere pronto, sono sfide che mi piacciono molto. Dobbiamo restare concentrati, pensare al nostro calcio senza credere che stiamo giocando contro Napoli o Juventus. Noi siamo bravi, serve giocare con la testa giusta. Ma la squadra ha la testa giusta”.

Quella testa che il Genoa dovrà dimostrare di avere già sabato sera contro il Napoli, magari ripetendo la gara con la Juve di qualche settimana fa: “Siamo in un momento molto duro, ma speriamo che contro il Napoli si possa giocar meglio, restando più concentrati e facendo meglio. Loro sono una grande squadra ma lo era anche la Juve. Servirà tanta gamba, non abbiamo scuse: dobbiamo pensare di giocare il nostro calcio perché possiamo far bene. Contro la Juventus abbiamo messo in campo pressione e personalità, lo stesso dovrà vedersi contro il Napoli".

Sandro si è poi concentrato sulle difficoltà incontrate dalla squadra in questo momento: "Non siamo nella posizione in cui potremmo stare. Meritiamo una posizione migliore, da Europa League. Giocare tre partite in un breve periodo è duro, tutta la squadra contro l’Inter era stanca ma avremmo potuto far meglio. Giusto dire che fossimo stanchi, ma non basta. Non ci sono scuse. Tutte le partite affrontate da Juric sono state difficili. Lui è bravo, ha un’idea di calcio e giochiamo con piacere. La squadra gli piace, lui va bene e siamo pronti a giocare per far bene”.

Infine una rivelazione sul suo passato: "C'è stato un momento, quando non ho giocato per sette mesi, nel quale ho pensato di smettere col calcio. Ma la mia famiglia mi ha aiutato a non abbandonare questa carriera".