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Sono ore di grande apprensione quelli che si vivono ai vertici del calcio italiano dopo la notizia, emersa nella tarda serata di ieri, della positività di ben 14 componenti del gruppo squadra (11 giocatori, di cui i già noti Perin e Schone, e 3 membri dello staff) del Genoa, successivamente alla partita di domenica scorsa contro il Napoli. Il timore che sia emersa la prima vera falla del protocollo anti-Covid, che la FIGC si avviava peraltro ad allentare su indicazione del Cts (tamponi soltanto nelle 48 ore antecedenti alle gare), può portare a decisioni clamorose da parte della Lega Serie A, che si riunirà oggi in Consiglio straordinario.

TREMA IL NAPOLI - A meno che il nuovo giro di tamponi a cui saranno sottoposti i tesserati rossoblù nelle prossime ore non indichi qualche caso di "falsa positività", è altamente probabile il rinvio a data da destinarsi della partita tra Genoa e Torino, previsto per le 18 di sabato prossimo. Il gruppo di Maran - in isolamento e impossibilitato ad allenarsi - rischia di arrivare decimato e dunque non nelle condizioni di presentare una formazione competitiva. Ma cio che è avvenuto a Genova potrebbe avere risvolti importanti anche in casa Napoli, dove si teme che il contagio di coronavirus possa essersi allargato, mettendo a rischio anche la disputa del big match contro la Juventus di domenica sera.
LA LEGA SI RIUNISCE - I giocatori di Gattuso, che ieri pomeriggio sono regolarmente scesi in campo a Castel Volturno, si sottoporranno al primo giro di tamponi settimanale, che dovrà essere replicato venerdì, ossia a 48 ore dalla partita con la Juve. Sulla base di quelli che saranno i riscontri, si capirà se anche questo incontro sarà a rischio o meno, uno scenario che potrebbe portare anche alla drastica scelta della Lega di annullare tutta la terza giornata di campionato, approfittando della sosta di due settimane per le nazionali. Una situazione in continua evoluzione e che mette alla prova il sistema di calcio, per la prima volta alle prese realmente con la grana Covid.