2
Se è vero che ogni promessa è un debito, quelle pronunciate venerdì scorso dai dirigenti del Boca Juniors durante la visita al museo del Genoa sono parole che fanno sognare tutti gli appassionati di calcio.

L'idea che rossoblù e azul-oro possano presto dare vita ad una gara amichevole è apparsa a molti come qualcosa di più di una semplice frase di circostanza. Piuttosto un impegno solenne da onorare il prima possibile. Non importa se a Marassi, alla Bombonera o altrove. Un'eventuale sfida tra genovesi e xeneizes sarebbe un incrocio di storia e fascino con pochi eguali al mondo. 
Genoa e Boca sono legate da un invisibile filo in grado di attraversare l'oceano per congiungere Europa e Sud America. Un legame mai interrotto fin da quel remoto 5 aprile 1905, quando un gruppo di immigrati genovesi (e non solo) fondò nel quartiere portuale di Buenos Aires quella che nei decenni successivi diverrà la squadra più vincente d'Argentina e di tutta l'America Latina. Negli anni a venire, soprattutto nel periodo tra le due guerre mondiali, nonostante le evidenti difficoltà logistiche ed economiche Genoa e Boca hanno dato vita più volte a gare che rinsaldarono il proprio gemellaggio. Da troppo tempo però non si assiste al derby dei due mondi che rappresenterebbe un tuffo nella storia del gioco più amato del pianeta.

La speranza di poter rivedere presto le due squadre l'una contro l'altra, seppur senza una vera posta in palio, è dunque comprensibilmente tanta e rappresenterebbe un evento i cui limiti andrebbero ben oltre il calcio e lo sport. Una sorta di stracittadina transoceanica visto che, come amano ripetere spesso i tifosi rossoblù più maliziosi, Genoa e Boca sono le due vere e più antiche squadre di Genova.