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Vittoria in rimonta con il Lione, pareggio che sta stretto con il Nantes. Se è vero che il buongiorno si vede dal mattino, i tifosi del Genoa hanno di che sorridere dopo aver ammirato le prime due uscite stagionali dei rossoblù.

Certo, il calcio in queste settimane conta quanto i punti che mette in palio, cioè zero. Tuttavia l'aver giocato alla pari e per ampi tratti anche meglio di due formazioni che tra sette giorni daranno il calcio di inizio ufficiale alla propria stagione, e quindi potenzialmente più avanti nella preparazione rispetto al Grifone, non può che lasciare ben sperare.

Nonostante sia stata profondamente rinnovato, a cominciare dalla propria guida tecnica, e in attesa di conoscere domani sera l'esito del terzo esame di francese in casa del Bordeaux, il collettivo di Aurelio Andreazzoli lascia già intravedere importanti segnali di gioco e personalità. Dettagli benauguranti che tuttavia vanno presi assolutamente con pinze e guanti. E non soltanto perché si tratta di gare di cui tra un mese nessuno si ricorderà più.

A mettere in guardia il popolo genoano c'è soprattutto un precedente non certo positivo risalente a due estati fa che induce a mantenere la massima lucidità. Nel precampionato 2017 il Grifone, allora sotto la guida dello Juric-bis, fece ancora meglio di quello attuale vincendo tre prestigiose amichevoli internazionali contro squadre di medio-alto livello. Le vittime in quel frangente furono i tedeschi della Hoffenheim, che parteciparono alla successiva Champions League, gli olandesi dell'Heerenveen e ancora una volta i francesi del Nantes. La compagnia capitanata da Perin all'epoca seppe mettere in riga tutti gli avversari, illudendo non poco i propri tifosi sull'esito di una stagione che travolgerà nel giro di poche settimane le ingannevoli illusioni estive.

Cosa accadde nei mesi successivi, quando i gol cominciarono ad avere un peso reale, è forse anche inutile da ribadire. Però è bene ricordarlo. Giusto per evitare pericolosi voli pindarici.