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In meno di un mese Ballardini è diventato il nuovo profeta del popolo rossoblù. Una questione di punti e non solo. Perché la sua grande forza è stata quella di ridare al Grifone la proverbiale 'voglia', quel cuore che trascina la squadra e anche lo stadio. Per questo il ravennate è entrato nel cuore della gente, la stessa a cui andrebbe ancora spiegato perché a suo tempo era stato allontanato il mister.

Errare è umano, perseverare è diabolico, e allora oggi si chiede al presidente Preziosi di confermare subito Ballardini, senza aspettare e farsi tentare da altre strade come successe con Malesani. Il primo passo verso la pace con i tifosi potrebbe essere proprio questo. Ridare al Genoa un tecnico capace di far diventare Grifoni giocatori che un mese fa sembravano spaesati e non in grado di vestire la gloriosa maglia rossoblù. Nessuno vuole fare di Ballardini un Ferguson, ma senza continuità non si va da nessuna parte. 

Se qualcosa hanno insegnato le esperienza con Malesani, De Canio e Del Neri, è proprio questa. Il tecnico dovrà avere pieni poteri sula squadra e magari poter mettere parola anche su quel mercato, che anno dopo anno diventa sempre più pomo della discordia in casa rossoblù. Vendere si può, ma con coscienza e soprattutto con il consenso di chi giorno dopo giorno con la squadra deve lavorare per migliorarla. 

Lunga vita a Ballardini quindi, ma che sia vita rossoblù, perchè un altro cambio in panchina potrebbe essere fatale. Quest'anno la situazione volgeva al tragico, un'altra annata del genere sarebbe difficilmente raddrizzabile come fatto in questo gennaio. Per una volta non cambiare sarebbe la cosa migliore. D'altronde, come si dice, squadra che vince non si cambia.