Commenta per primo

La sconfitta di Napoli ha fatto piombare tutti nel panico. La situazione si è complicata, va bene; Siena e Palermo hanno riagganciato il Grifone, vero. Ma a sette giornate dalla fine si riparte a pari punti con un posto disponibile, e allora non sembra proprio questo il momento di fasciarsi la testa. Domenica c'è il derby, sfida da sempre fondamentale e che in questo momento diventa vitale. I tifosi lo hanno capito, son saliti in massa a Pegli in un giovedì uggioso per dare la carica ad un gruppo che fatta la frittata ora deve capire che non tutto è perduto.

E non perché come in tanti dicono nel 'calcio tutto può succedere', formula che novanta su cento poi non regala chance di raggiungere l'obiettivo, ma perché il Genoa ha le qualità per tirare su la testa e allontanarsi dall'incubo. Certo, tutti devono dare di più, a cominciare da Ballardini - che dovrà impugnare il bastone -, continuando poi con tutti i giocatori, quelli che giocano e quelli che stanno in panchina. Oggi c'è bisogno di tutti, perché da domenica si inizia a lottare senza più nessun aiuto di classifica. E il derby sembra capitare nel momento giusto. Perché senza una vittoria di valore non si può ripartire, e il Genoa non può che vincerlo questo derby per rimettersi in carreggiata. 

Di sconfitta non si deve neanche parlare, per evitare pensieri distruttivi ancora prima di scendere in campo. Sul prato del 'Ferraris' dovranno andare undici leoni senza nessuna paura, perché di fronte c'è l'alta parte di Genova, quella che poi incontri per tutto l'anno, quella che vuole la rivincita e che non mollerà un centimetro nonostante la classifica dica che la salvezza è dietro l'angolo. Se così non fosse non sarebbe un derby ,e se non ci fosse questa partita con il suo carico emotivo forse la corsa salvezza per il Genoa sarebbe già davvero finita.