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Davide Nicola ha tre grandi doti: è una persona seria, è un professionista preparato, mette il cuore in ciò che fa. Caratteristiche all'apparenza secondarie per chi lavora nel mondo dorato del pallone ma che rappresentano esattamente ciò di cui il Genoa aveva bisogno in questo momento.

Purtroppo per lui e per il Grifone tuttavia non è detto che ciò basti per riesumare la squadra più antica d'Italia dall'inferno in cui si è cacciata. Più che di Davide Nicola il Genoa attuale avrebbe bisogno di San Nicola, ossia di qualcuno in grado di fare miracoli.

Per la verità il tecnico piemontese un miracolo, ovviamente sportivo, lo ha già compiuto. La salvezza ottenuta ormai tre stagioni fa con il Crotone se non è un prodigio è comunque qualcosa che ci va davvero molto vicino ed è ribadito dal fatto che non appena è stato allontanato dalla panchina dei calabresi gli ionici sono colati dritti dritti in Serie B. Ma quella è un'altra storia è ciò che attende oggi l'ex difensore rossoblu è probabilmente un'impresa ancora più ardua di quella compiuta in terra calabra. Un'impresa che se si materializzerà farebbe certamente guadagnare a Nicola quella dell'aggettivo che precede il nome del patrono di Bari.

Del resto ormai ai tifosi del Genoa non resta che una cosa da fare: appellarsi ad ogni santo che conoscono. Anche a quelli ancora non canonizzati.