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Le rassicurazioni e le iniezioni di fiducia non bastano più. Malgrado la volontà della dirigenza di garantire serenità ad un ambiente deluso e frastornato, il Genoa continua ad apparire una barca in preda alla tempesta, incapace di ritrovare la rotta che conduce al porto più sicuro. La soluzione in questi casi sembra evidente agli occhi di chiunque e porta inequivocabilmente all’esonero del capitano di vascello. Una soluzione quasi lapalissiana e che probabilmente se il destinatario dell’ingiunzione di sfratto da Villa Rostan non fosse un certo Davide Ballardini sarebbe già stata recapitata.
 
FUTURO FOSCO - Ma Ballardini non è un allenatore come un altro. Almeno non a queste latitudine. E per quanto fatto a più riprese in rossoblù una dose extra di fiducia gli è dovuta. Anche da un mondo bulimico e freddamente calcolatore com’è quello del calcio. Tuttavia continuare ad attendere una svolta che tarda ad arrivare rischia di trasformarsi in un azzardo non sostenibile. Le occasioni per rimettersi in pista il Grifone le ha avute ma finora le ha sempre fallite. Lo ha fatto anche ieri quando una prestazione comunque discreta non è stata sufficiente per abbattere la resistenza di un Venezia a cui è bastato presentarsi a Marassi in maniera ordinata ed ordinaria per tornare a casa con la pelle integra. Incoraggianti segnali di vita, secondi alcuni, giunti dopo la deludente ma fortunata prestazione di Spezia. Presagi nefasti secondi altri, soprattutto per chi gettando un occhio al calendario vede gli ostacoli che si presenteranno da qui a fine anno sulla strada dei rossoblù, attesi di fatto da un solo scontro diretto, quello di venerdì in casa dell’Empoli, non potendo considerare il derby con la Sampdoria una semplice sfida tra pericolanti.
Insomma anche una svolta tecnica a questo punto della stagione potrebbe apparire già tardiva, dal momento che l’ipotetica soglia dei 20 punti da raggiungere alla fine del girone d’andata sembra un miraggio destinato a svanire presto.
 
CHI CHIAMARE? - Ad aggiungere ulteriore incertezza c'è poi l'evidente e comprensibile nervosismo di un allenatore che sembra aver perso il controllo del gruppo che gestisce. Come testimoniano la scelta di escludere Ghiglione dai convocati per cause tecniche, malgrado i tanti infortuni, e il j'accuse di fine gara verso chi sente eccessivamente "il peso di questa maglia". Ballardini sembra dunque giunto al capolinea. Ma se così fosse chi potrebbe prenderne il posto? Dei nomi emersi finora nessuno sembra in grado per un motivo o per un altro di poter invertire il corso degli eventi. Potrebbe farlo forse Gattuso il quale, ammesso e non concesso che un contatto lo abbia avuto, pare però aver già declinato la proposta del Grifone. L’ex centrocampista del Milan possiede di certo quell’esperienza e quel carisma che altri suoi colleghi non hanno. Uno su tutti il vecchio compagno di reparto Andrea Pirlo, profilo da molti indicato come il più vicino al ruolo di erede del Balla. Altre piste rivorrebbero a Pegli due vecchie conoscenze rossoblù che hanno lasciato ricordi non certo positivi: Fabio Liverani e Roberto Donadoni. Scelte che la piazza difficilmente capirebbe e asseconderebbe, proprio in virtù dei trascorsi poco felici dei due all’ombra della Lanterna, aggiungendo ulteriore instabilità a un ambiente che deve prima di tutto ritrovare il sorriso. Oltre ovviamente ai risultati.
 
Insomma, l’esonero di Ballardini potrà anche essere la soluzione più semplice e rapida ai problemi del Genoa, ma soltanto qualora la pezza che dovrà coprire il buco non si rivelerà peggiore del buco stesso. Il che non è per nulla scontato.